Home Irpinia news Avellino: ladri sprovveduti rubano nel garage del Questore

Avellino: ladri sprovveduti rubano nel garage del Questore

Furto improbabile ad Avellino, tre minorenni hanno avuto l’infelice idea di rubare nel garage del Questore; probabilmente erano all’oscuro del piccolo dettaglio, ovvero che si stavano introducendo nel garage di Giuseppe Bisogno, Capo della polizia di Perugia e Questore di Agrigento oltre che direttore della Polizia stradale. Bisogno possiede una casa ad Avellino dove soggiorna di tanto in tanto; i ladri non sapevano in che guaio si stavano mettendo.

Scomparso un motorino

Giuseppe Bisogno da anni ha l’abitudine di tornare ad Avellino in alcuni periodi dell’anno; per questo motivo il furto è stato scoperto; i fatti risalgono a giugno, anche se la notizia è trapelata solo ora che sono stati avviati gli interrogatori; gli agenti incaricati dell’indagine hanno convocato in Questura un ragazzo che pare essere l’autore del furto, il quale nome è stato fatto da un coetaneo. Del motorino rubato gli inquirenti non hanno trovato traccia.

Versioni contrastanti

Il ragazzo durante l’interrogatorio, alla presenza dell’avvocato Gerardo Santamaria, ha dato una versione dei fatti differente da chi lo ha segnalato; ecco cosa ha detto il giovane alla Polizia: «Le chiavi del garage me le ha date un amico» in pratica la Polizia ha sorpreso i ragazzi all’interno del garage, allertati da un insolito viavai in quel luogo; gli adolescenti usavano il garage già da tempo per fare manutenzione alle loro biciclette; avevano persino cambiato la serratura per utilizzare il locale in tutta tranquillità.

Ricettazione e aggravanti

Da quello che emerso si evince che altri ragazzi  potrebbero aver usato il garage all’insaputa del proprietario e non da poche settimane ma da mesi; come già detto il motorino pare svanito nel nulla la polizia lo ha cercato ovunque, anche fuori città ma non c’è stato verso di ritrovarlo, l’ipotesi più ovvia è che i ladri lo abbiano averlo venduto molto fuori zona.  In questo caso scatterebbe un’accusa di ricettazione se si trova l’identità dell’acquirente.