Home Attualità Uova contro un presidio di lavoratori: denunciati cinque ragazzi ad Avellino

Uova contro un presidio di lavoratori: denunciati cinque ragazzi ad Avellino

140 persone che avevano organizzato un presidio di lavoratori dopo essere stati licenziati: è il risultato della chiusura di un ipermercato, che ha avuto come conseguenza la perdita del lavoro da parte di tantissime persone. Oltre al danno, anche la beffa. Cinque giovani, di età compresa tra 20 e 25 anni, hanno sbeffeggiato i lavoratori stessi lanciando uova contro un presidio di lavoratori. Il tutto è stato filmato e fotografato e distribuito via social. E’ stata la condanna per i giovani stessi, che sono stati denunciati.

Presidio di lavoratori ad Avellino

140 lavoratori sono stati licenziati da un ipermercato dopo la chiusura dello stesso. Tutti e 140 lavoravano all’interno del luogo situato in via Pescatori. Per via del fallimento e della chiusura dello stesso, sono stati proprio in 140 a perdere il lavoro.

I lavoratori avevano deciso di organizzare un presidio proprio di fronte all’ipermercato. Attraverso una tenda, la decisione era quella di passare una nottata quando sono stati oggetto di una bravata.

Lanciano uova contro un presidio di lavoratori: denunciati

Si è trattato di un gesto insulso, senza un senso preciso e che, in questo momento, può soltanto provocare l’ira collettiva. Ad averlo organizzato sono stati cinque giovani, di età compresa tra i 20 e i 25 anni. Tre dei giovani fanno parte dell’hinterland avellinese, mentre altri due fanno parte della provincia del capoluogo.

I cinque hanno lanciato uova contro un presidio di lavoratori; i lavoratori si apprestavano a passare la notte in Via Pescatori, dove era posta la tenda che avevano allestito di fronte all’ipercoop che aveva chiuso i battenti. Il gesto da parte dei giovani è stato filmato dagli stessi, che si sono serviti dei social per condividere il loro raid. Tuttavia, i giovani sono stati individuati e denunciati. I lavoratori hanno infatti segnato il numero di targa dell’auto di uno dei cinque, e le foto pubblicate su social hanno contribuito alla denuncia.