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Stir: approvato a sorpresa il ricorso al Tar, ma lo smaltimento resta critico

Dalla riunione fiume di venerdi pomeriggio è uscita una soluzione a sorpresa: l’autorizzazione a ricorrere al Tar sulla questione dell’ampliamento dello Stir. Nello stesso consesso è stata colta l’occasione per approvare il progetto di accoglienza ai migranti.

La questione Stir era nata dalla protesta del Comitato Residenti della Valle del Sabato ed appoggiata dalla mozione del gruppo Si Può; nell’ultimo consiglio e’ stato determinante l’intervento della consigliera d’opposizione Ambrosone che ha incalzato la linea prudenziale dell’assessore all’Ambiente Augusto Penna, favorevole ad una bonifica dell’area.

Dall’aula sono emerse inoltre critiche all’operato impalpabile dell’ex senatore De Luca che, come commissario regionale preposto al ciclo dei rifiuti, non avrebbe operato attivamente per la causa. Contrario al ricorso si e’ dichiarato il consigliere UDC Nicola Battista che ha dichiarato “dopo anni di denunce inascoltate, oggi si decide di procedere con un unitile ricorso al Tar”, alludendo forse al fatto che il problema della gestione rifiuti resta tutto li.

In effetti se nel Consiglio di venerdi si e’ dissipato il dubbio circa l’ammissibilita’ del ricorso, il quadro generale dei rifiuti e’ tutt’altro che rassicurante. Le attivita’ dello Stir, dopo 24 ore di funzionamento, decretate per scongiurare l’ingolfamento, saranno di nuovo bloccate.

E allora si dovra’ scegliere una tra le seguenti soluzioni: il rinnovo da parte dell’Ente Provincia dell’accordo che vede il conferimento di 70 tonnellate di umido al giorno allo Stir e l’immediato trasferimento a Padova, con costi elevati; autorizzare all’uopo i privati, con decreto prefettizio; oppure emissione di nulla osta dalla Regione a favore dell’impiego di Irpiniambiente all’interno dello Stir.

Ma quest’ultima ipotesi prevede l’adeguamento dei livelli di sicurezza ambientale e l’ampliamento dell’impianto, finora non autorizzato. Se il Prefetto decidesse di incaricare i privati, come la Defiam che ha operato prima dell’estate, insorgerebbe la popolazione di San Michele di Serino che non è disposta a sopportare il maleodore della lavorazione dei rifiuti. Insomma, è il classico gatto che si morde la coda.

Nel dibattito è intervenuto anche il segretario della Uil trasporti, Michele Caso, chiarendo che la trasferenza dell’umido e’ di scarso impatto ambientale per cui, a suo avviso, si sta montando da parte della popolazione un clima da breccia di Porta Pia, ovvero una sorta di caccia alle streghe, che ingigantisce la portata del problema. Riguardo all’accoglienza ai migranti, secondo punto all’ordine del giorno, e’ stata approvata la proposta della consigliera Nadia Arace (capogruppo di Si Può) di incaricare l’Amministrazione a chiedere finanziamento per allestire un centro Sprar, idoneo per rifugiati, ci sara’a stretto giro (il prossimo 17 febbraio) riunione ad hoc della commissione alle politiche sociali.

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