Home Sport Avellino Calcio Serie B, Verona contro Avellino continua lo scontro a colpi di comunicati.

Serie B, Verona contro Avellino continua lo scontro a colpi di comunicati.

A meno di ventiquattro ore dalla sfida che vedrà l’Avellino in campo al Tombolato di Cittadella contro i locali allenati da mister Venturato nella gara valevole per la ventiseiesima giornata di campionato, continua il duro scambio di comunicati tra Verona e Avellino.

Chiaramente materia del contendere sono gli episodi accaduti negli spazi antistanti lo stadio Partenio-Lombardi che hanno visto protagonisti il presidente gialloblù Setti e il dirigente Luca Toni vittime di un lancio d’oggetti da parte di alcuni facinorosi.

L’osservatorio del Viminale ha punito con il divieto di trasferta i tifosi dell’Avellino residenti in campania e la chiusura della curva sud dello stadio avellinese in occasione della prossima gara interna contro il Vicenza.

“Apprendiamo con stupore quanto riportato nelle ultime righe del comunicato diffuso in mattinata dall’US Avellino – si legge nella nota dell’Hellas Verona –  Speravamo che il nostro intento fosse chiaro, ovvero quello di evidenziare un gesto grave e premeditato, come confermato dalla Questura di Avellino, commesso da soggetti che non sono certamente lo specchio di una tifoseria. Speravamo potesse essere l’occasione per unirci tutti in una condanna doverosa, senza dover scivolare in giustificazioni che sembrano avere come intento quello di deviare l’attenzione.

Si è persa un’occasione, ne prendiamo atto. L’Hellas Verona attende che la giustizia faccia il suo corso”. Queste sono le dure parole provenienti dalla città veneta come risposta al comunicato apparso sul sito ufficiale della società biancoverde incredula e delusa dalle dure sanzioni subite, per fatti isolati e per giunta lontano dal rettangolo di gioco,ancora una volta utilizzati da questura e Viminale come arma persecutoria nei confronti dei sodalizi sportivi ma legalmente riconosciuta con il famoso nome di responsabilità oggettiva.

Questo il comunicato che aveva scritto l’Avellino:

“L’U.S. Avellino, in merito ai provvedimenti adottati nei confronti di otto tifosi e agli ulteriori provvedimenti al vaglio del Casms (chiusura settore ospiti in occasione di Cittadella-Avellino e della curva sud per la partita Avellino-Vicenza), ribadisce la ferma condanna in merito all’episodio di violenza registratosi sabato scorso prima di Avellino-Verona.

Al tempo stesso, questa società esprime forte rammarico per i contorni che sta assumendo una vicenda che rischia di penalizzare l’intera tifoseria biancoverde la cui immagine finisce per emergere in maniera del tutto distorta, rispetto al gesto compiuto da un singolo individuo.

Un episodio che, seppure isolato, lede l’immagine di una città e di una tifoseria che si è sempre distinta per il suo comportamento generoso, civile e corretto, in ogni occasione. Come del resto è emerso con i due recenti derby casalinghi, contro Benevento e Salernitana, eventi particolarmente sentiti per la nota rivalità tra le opposte tifoserie, rivelatisi momenti di sport e correttezza.

Il recente deprecabile episodio, come subito rimarcato da questa società, è lontano dalla filosofia di assoluta sportività che questo club e i sostenitori dell’Avellino hanno sempre dimostrato: promuovere i valori più autentici dello sport, dal rispetto dell’avversario al rifiuto più totale di qualsiasi forma di violenza. 
Il legame tra sostenitori e squadra è reciproco, con un consolidato patto di vicendevole sostegno, con una tifoseria capace di incitare la squadra sempre e dovunque ed una realtà sportiva che corrisponde alle aspettative attraverso i risultati, alimentando la passione della nostra gente.

Pertanto non può e non deve passare un’immagine distorta della stragrande tifoseria biancoverde rispetto al gesto deprecabile ma isolato, ampiamente condannato da tutti. 
Infine, giunga da parte di questa società un accorato appello alle Istituzioni affinché si consideri il sempre meritevole comportamento dei sostenitori dell’Avellino con l’obiettivo di non penalizzare un’intera tifoseria, isolando i singoli autori dell’episodio.

Ciò al fine di evitare disparità di valutazione: ci si domanda quali dovrebbero essere allora i provvedimenti da adottare nei confronti della tifoseria veronese che, per l’intera partita di sabato scorso, anziché sostenere la propria squadra, ha intonato cori offensivi e di pessimo gusto, facendo riferimento al disastro del terremoto in Irpinia del 1980, una ferita aperta per le nostre popolazioni. Un atteggiamento che non ha sollevato le coscienze delle istituzioni e anche dei dirigenti della squadra ospite i quali non hanno sentito il dovere di scusarsi per cori e parole che fanno male quanto un atto di violenza”.

Una cosa è certa in conclusione :chi credeva che con l’installazione dei famosi tornelli,l’introduzione dei biglietti nominativi,la fidelizzazione obbligatoria per assistere ad eventi sportivi ,la formazione obbligatoria di steward da affiancare alle forze di polizia  per il controllo dell’ ordine pubblico si potesse raggiungere lo stesso grado di sicurezza esistente negli stadi dei campionati nazionali europei più importanti ha toppato clamorosamente visto che ancora una volta per il gesto un singolo viene  penalizzata un intera tifoseria.

a cura di Italo Borriello

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