Home Sport Basket Scandone: vittoria sofferta contro Trento, 79-69 dopo un supplementare

Scandone: vittoria sofferta contro Trento, 79-69 dopo un supplementare

La Scandone chiude con una vittoria soffertissima il girone di andata battendo Trento dopo un supplementare per 79-69. Una partita che i ragazzi di Sacripanti hanno vinto con cuore e voglia, quasi sempre sotto e recuperata solo alla fine grazie ad un libero di Cusin.

Il centro della nazionale, oltre al canestro dell’overtime, ha deciso la partita con una prestazione difensiva maiuscola ben oltre i numeri. Lui e il solito rush finale di Green hanno dato a Sacripanti l’11ima vittoria del girone d’andata e il secondo posto a pari merito con Venezia.

Sacripanti per l’ultima gara del girone di andata sceglie Obasohan e Cusin in quintetto, mentre Trento, tagliato Jefferson chiede gli straordinari a Baldi Rossi con il portoghese Gomes in quintetto. Sarà il freddo che ammanta il PalaDelMauro, sarà che ci si giocano “solo” i due punti (Avellino sicuro terza e già certa di affrontare Sassari in Coppa Italia, Trento sicuro fuori dalle Final Eight), la partita parte in maniera letargica.

Al quinto si è sull’8 pari senza grossi sussulti: ci prova per primo Sacripanti a mischiare le carte cambiando l’asse play pivot, ma i due falli fischiati a Green in 15 secondi, al contrario, danno vigore a Trento che guidata da Craft e Baldi Rossi scappa fino all’11-18 prima di chiudere la prima frazione sul 13-18. Avellino si appoggia sulle capienti spalle di Fesenko che, coadiuvato da un positivo Zerini, fa la voce grossa in area.

I 7 punti e 6 rimbalzi dell’ucraino permettono ai lupi di riavvicinarsi fino al 22-24, ma Trento si conferma squadra ostica. Coach Buscagli mischia le difese e in attacco si aggrappa alla maggiore reattività dei suoi (Trento tira 8 volte in più di Avellino, sfruttando anche le 11 perse irpine, 5 delle quali di un distratto Thomas) chiudendo il primo tempo ancora in vantaggio sul 30-32.

Sacripanti cambia, come sempre, il quintetto e apre la ripresa con Fesenko, ma soprattutto con maggiore fisicità. In 90 secondi, prima Leunen e poi Obasohan regalano il primo e unico vantaggio della partita ai lupi. Poi però Avellino si spegne, abbassando la tensione in difese e, conseguentemente, perdendo ritmo in attacco.

Ragland e Randolph non fanno male e Trento resta ampiamente in partita (38 pari a metà quarto). Si fa male anche Lighty per i trentini, ma con il quintetto piccolissimo i ragazzi di Buscaglia continuano ad irretire i lupi. Il 44-45 di fine terzo quarto diventa in un attimo 46-52 ad inizio ultima frazione, anche per colpa di un tecnico fischiato a Green.

Sul 50-58 Trento sembra portarla a casa, e quando Craft ricaccia indietro i lupi con il lay up del 61-65 anche il PalaDelMauro non sembra crederci più. Non così capitan Green che prima segna la fortuna tripla del -1 e poi induce allo sbaglio Gomes dando a Ragland la possibilità di vincerla con 7 secondi da giocare. Sull’errore dell’ex Cantù il rimbalzo offensivo di Cusin manda tutti all’overtime che Green chiude con le solite due triple.