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Scandone più forte di tutto: batte Utena e vola agli ottavi di Champions

Più forte degli infortuni e della sfortuna che, d’improvviso, si è abbattuta sui biancoverdi. La Scandone batte Utena 74-64, chiude al secondo posto il girone D della Champions League e, soprattutto, accede direttamente agli ottavi della competizione europea della FIBA.

Una partita nata male, anzi malissimo, per l’infortunio nella vigilia di Marco Cusin (frattura del quarto metacarpo della mano destra, ne avrà per due mesi) e di quello in corsa di Joe Ragland (forte botta alla spalla che lo ha limitato e non poco nel corso della partita). Fino al 28 febbraio niente coppa europea per i lupi che, così, possono concentrarsi per un mese abbondante solo sul campionato e sulla Final Eight.

Un risultato ancora più importante, visto l’infortunio del centro della nazionale: qualcuno dovrà essere preso (difficile nel suo ruolo e con il suo status di italiano di formazione) ed inserito in vista di questi prossimi 60 giorni, ma oggi questa squadra ha dimostrato di avere grande cuore e personalità, pur senza due pedine fondamentali.

L’assenza di Cusin lancia, ovviamente, Fesenko in quintetto insieme ad Obasohan. Ragland è ispirato fin dall’inizio e i suoi 8 punti lanciano Avelino prima sul 9-6 e poi sul 14-8. Utena, come tutte le squadre che giocano contro la Sidigas, trova in Fesenko il punto da attaccare ma sono i due prematuri falli di Leunen a scombinare i già precari falli di coach Sacripanti.

Con un parziale di 2-9 i lituani trovano il primo vantaggio dell’incontro e lo incrementano fino al 16-20, chiudendo il primo quarto comunque sotto di 1. Sacripanti ruota vorticosamente i suoi per cercare un minimo di ritmo, ma sia Thomas da 4 che Zerini da 5 sono coperte che si rivelano corte. Uno sprazzo sui due lati del campo di Fesenko rilancia Avellino fino al 28-23, ma Utena sa dove colpire, nonostante i 3 falli del lungo Cepukaitis e con Sirituvicus e Sulskis resta in scia fino al 40 pari di fine primo tempo.

Avellino nel secondo tempo entra in campo con un’altra faccia, soprattutto difensiva. Due rubate di Thoams lanciano in un amen i lupi sul 47-40, ma la troppa aggressività sfocia spesso in falli ingenui che, per fortuna, i lituani non sempre trasformano (9 errori dalla lunetta nel solo secondo tempo).

Arriva però un’altra tegola per Sacripanti: Ragland, dopo aver subito una botta alla spalla sinistra in chiusura di primo tempo, ha palesi difficoltà fisiche: compie in un amen due falli ma, soprattutto, non riesce ad incidere come suo solito. Utene ne approfitta e rimetta il naso avanti a metà quarto sul 49-50, quando un finalmente positivo Randolph prova a far riallungare i suoi, ma all’ultima sirena il punteggio dice 55-54.

Ragland ci riprova ma gli viene subito fischiata la quarta penalità: però fa in tempo a lanciare l’ultimo scatto per i suoi (penetrazione, assist per Fesenko e tripla) prima che Randolph sigilli la vittoria con la tripla del +7 con 100 secondi da giocare.

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