Home Sport Basket Alla Scandone il derby di Capodanno. Sconfitta la Juvecaserta 86 a 82

Alla Scandone il derby di Capodanno. Sconfitta la Juvecaserta 86 a 82

L’anno inizia come era finito. La Scandone fa suo un derby bellissimo e ben giocato, vinto in volata grazie alle giocate di capitan Green ma, in generale, meritato. Mai come questa sera tutti sono riusciti a portare il proprio contributo alla causa, forse nella partita più sentita: il primo tempo da Mvp del campionato di Ragland, il terzo quarto di Thomas, la chiusura di capitan Green con Ragland seduto in panchina con 5 falli. Caserta ha giocato la sua partita: ha imbarazzato un nervoso Fesenko con i pick and roll e provato ad alzare il ritmo ma, a parte la sfuriata iniziale, Avellino non è mai apparsa in difficoltà, ben consapevole della maggiore forza e profondità.

Fesenko e Obasohan i primi 5 di Sacripanti che ha Randolph acciaccato. Pronti via e la Juve aggredisce violentemente i lupi: 7 in fila di Watt, poi il lavoro di Sosa che tiene ritmi forsennati: in un amen 17-5 e 20-8, con Avellino tenuta su da Leunen e da 11 punti di un Ragland scintillante che, praticamente da solo, tiene in partita i lupi a fine primo quarto (25-22). E’ sempre Joe a siglare il pareggio ad inizio seconda frazione, ma è dietro che i lupi hanno cambiato marcia grazie all’ingresso di un suntuoso Marco Cusin. Mentre Ragland continua ad imperversare (17 in 19 minuti di primo tempo), è un positivo Zerini a segnare un paio di triple che permetto ai lupi prima di allungare sul 30-37 e poi di chiudere il primo tempo sul 43-48.

La partita è tesa, ma anche bella perché Caserta gioca a viso aperto, ha un Watt devastante (25 e 14 alla fine)e un Sosa aggressivo, che crea problemi anche ad Obasohan, di gran lunga il miglior difensore sulla palla dei lupi. Con Randolph e Cusin in quintetto, i lupi sono più bilanciati su entrambi i lati del campo: Cusin continua a chiudere tutti i buchi in difesa, mentre il controllo del ritmo in attacco permettono ai lupi di riallungare fino al 49-55. E’ un attimo però che Caserta rientra, sfruttando il riposo di Cusin e la pochezza difensiva di Fesenko (che però batte un paio di colpi in attacco). Parziale bianconero di 11-3 per lanciare la volata di fine quarto chiuso in perfetta parità a 66. Avellino apre alla grande gli ultimi 10 minuti: pur senza Ragland (in panchina con 3 falli), piazza uno 0-8 di parziale contro una Caserta d’improvviso timorosa che però si rianima dopo il time out di coach Dell’Agnello. Si entra negli ultimi 3 minuti sul 74 pari e qui, se non ci arriva il leader tecnico (messo fuori partita dai falli) ci pensa quello emotivo: prima la tripla che spariglia tutto (77-80 con meno di un minuto da giocare), poi le due rubate che chiudono la contesa e lanciano Avellino.

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