Home Dai Comuni Rassegna cinematografica di opere prime. Terzo film. A cura del Centro studi...

Rassegna cinematografica di opere prime. Terzo film. A cura del Centro studi cinematografici.

Rassegna cinematografica di opere prime. Terzo film. A cura del Centro studi cinematografici. Lettere a mia figlia. Regia di Giuseppe Alessio Nuzzo. Con Leo Gullotta, Diane Patierno, Viola Varese.

Anche il terzo film della rassegna cinematografica di opere prime, proiettato il 30 marzo nella Sala Blu del Carcere borbonico di Avellino, si è rivelato una bella sorpresa. Si è trattato, stavolta, di un “corto” della durata di soli 12 minuti, ma estremamente toccante per la tematica affrontata: l’alzheimer.

Il film ha affrontato con delicatezza e sensibilità il problema della malattia cogliendo da una parte il dramma della perdita di funzioni e relazioni del malato con il mondo e dall’altra il dolore dei cari che assistono impotenti alla degenerazione progressiva del malato. Il pretesto della rappresentazione è stato dato dalla scrittura di una lettera che un padre (l’ottimo Leo Gullotta) scrive alla figlia lontana raccontandole, in un momento di lucidità (così sembra all’inizio), il dramma della consapevolezza della perdita della memoria e della capacità di svolgere delle funzioni (pensare, scrivere, leggere).

Vediamo infatti la mano che scrive e, ad un certo punto, la calligrafia che diventa incerta e quasi infantile. Poi l’uomo si alza e cammina in casa, ma non è solo, in realtà non lo è mai stato. La figlia che immaginava fosse lontana vive con lui, ma egli lo ignora e la stessa lettera che all’inizio del film gli abbiamo visto scrivere è il frutto di un’azione ripetitiva ed inconsapevole. Infatti la figlia raccoglie e ripone in un cassetto anche quell’ennesima lettera indirizzatale dal padre. L’assenza cerebrale del genitore genera un dolore impotente nella figlia e la consapevolezza dell’inversione dei ruoli imposta dalla malattia. Al suo accudimento al padre si sovrappongono ricordi del padre giovane che ha cura della figlia bambina. Nella sintesi del “corto” c’è tutta la tenerezza e drammaticità che il problema pone agli spettatori producendo un risultato di grande efficacia.

Il giovane e bravo regista, Giuseppe Alessio Nuzzo, ha dedicato il film alla nonna, affetta da questa grave malattia. Ma altra prova ci darà della sua abilità con un film che sarà presentato ad Avellino il 1 maggio al Cinema Partenio dal titolo “Le verità”.

La serata è stata particolarmente intensa di eventi. Il premio conferito a Giuseppe Alessio Nuzzo dal Centro Studi cinematografici è stato intitolato a Rita Ucci, nostra concittadina impegnata nella promozione della cultura cinematografica, organizzatrice di incontri con registi importanti (un ciclo di visioni di film di Ettore Scola) e di rassegne cinematografiche di grande interesse e qualità. Il ricordo di Rita è stato un momento di commozione e di riconoscimento doveroso del suo grande,discreto e costante impegno civile. Gran finale della serata è stato il conferimento di un premio anche ad Ugo Gregoretti, presente alla manifestazione e, come sempre, generoso di racconti di episodi spiritosi e di iniziative culturali provocatorie.

La genialità e semplicità di questo grande personaggio del cinema, del teatro, della televisione è ancora oggi evidente: i suoi 86 anni svaniscono nella vivacità, nella vivida memoria, e nell’ironia, qualità che caratterizzarono molte delle sue memorabili interviste e film. Gregoretti ha anche comunicato di aver donato il suo archivio di documenti al Comune di Pontelandolfo, in provincia di Benevento, fondo documentale riconosciuto di interesse storico dal Ministero dei Beni culturali. Vi segnaliamo infine l’ultimo film della rassegna in programmazione per domenica 2 Aprile, sempre al Carcere borbonico, Sala blu, h 18.00: Un Paese quasi perfetto, regia di Massimo Gaudioso, con Fabio Volo, Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, eccetera.

di Bianca Maria Paladino

DONA IL TUO 5x1000