Home Attualità Per il futuro della FCA di Pratola Serra opportuna la riconversione produttiva

Per il futuro della FCA di Pratola Serra opportuna la riconversione produttiva

Negli anni novanta sorgeva la FMA, azienda metalmeccanica del Gruppo Fiat che, con una produzione tecnologicamente avanzata, e forte anche degli aiuti statali andava a delocalizzare la produzione e risollevare le zone depresse d’Irpinia. Oggi la FCA (ha cambiato sigla dopo la fusione con Chrysler) di Pratola Serra non e’ piu’ al passo coi tempi ed il suo futuro non si presenta radioso.

L’azienda ha prodotto per anni motori sia benzina che diesel nel numero di seicentomila all’anno, grazie al sistema modulare si effettua la produzione di motori diversi col metodo just in time, e, a seconda delle richieste del momento, si possono sfornare differenti tipi di motorizzazioni. La fabbrica e’ strutturata su due livelli: al piano inferiore vengono realizzati alberi motore, teste e cilindri, bielle ed alberi di distribuzione; al piano superiore viene effettuato il montaggio.

La Fma ha prodotto per quasi trent’anni dando lavoro a 1.813 persone; poi c’e’ stato un inevitabile rallentamento a seguito della crisi del 2008 e da li non c’e’ stata piu’ la piena occupazione con frequente ricorso alla cassa integrazione. Dall’inizio della crisi si sono persi 400 posti di lavoro e circa trentamila euro di salario per i dipendenti, poiche’ per lunghi periodi la produzione e’ stata attiva solo due giorni la settimana. Scaduto lo scorso novembre il contratto di solidarieta’,le rappresentanze sindacali ed i lavoratori hanno capito di non poter andare all’infinito con gli ammortizzatori sociali. Nello stabilimento di Pratola Serra si producono quasi esclusivamente motori diesel; ma sappiamo che per motivi di inquinamento la domanda di tali propulsori diminuira’ sempre piu’ in futuro, anche per adeguarsi alle direttive mondiali ed europee che prediligono le energie rinnovabili, quindi i propulsori alternativi.

A tal proposito le maggiori capitali europee, compresa Milano, hanno gia’ annunciato il divieto di ingresso nei loro perimetri urbani a partire da fine 2018. Le auto del futuro, anche immediato, saranno spinte da motori a metano, gpl oppure elettrico. L’americana Tesla sta studiando la riduzione di costo delle batterie agli ioni di litio che servono ad alimentare le sue auto elettriche; finora ha progettato suv dal costo elevato (prezzo 70-80mila dollari) e qundi destinati ad una clientela di nicchia, ma a breve uscira’una berlina compatta il cui prezzo sara’ compreso nei trentamila dollari.

I Cinesi, con il costruttore Baic Motors Group, si sono prefissati una data, il 2025, entro la quale smetteranno la produzione di motori a combustione interna e pur non producendo tuttora modelli ibridi (a propulsione mista benzina-elettrico) investira’ tutte le risorse sul motore elettrico.
Con questi scenari la FCA di Pratola Serra sarebbe tagliata fuori. Pertanto sindacati e lavoratori chiedono alla Direzione aziendale di avviare un discorso di progettazione diverso. E non e’ sbagliato, perche’centrare la strategia di programmazione delle linee produttive e’ essenziale farlo oggi per la sopravvivenza dell’azienda di domani.

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