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Omaggio a Joni Mitchell, Concerto di Maria Pia De Vito ad Avellino

Dedicato alle magie musicali di Joni Mitchell, con Oliver Julian Mazzariello al pianoforte ed Enzo Pietropaoli al contrabasso, sabato scorso, 25 febbraio, nell’ambito della rassegna musicale annuale promossa dall’associazione “I senzatempo”, si è tenuto presso l’hotel de la ville di Avellino, il concerto della bravissima cantante italiana jazz Maria Pia De Vito.

L’omaggio alla pittrice-cantante canadese che aveva già segnato la fortuna dell’album “So Right” del 2005 con Danilo Rea, Enzo Pietropaoli ed Aldo Romano, non sembra ancora esaurito per la nostra Maria Pia che tra breve presenterà il suo prossimo disco. Già nel 2005 la rilettura e riorchestrazione dei brani musicali della Mitchell non era stata una operazione facile ed il successo che ne era derivato dall’operazione compiuta con Rea, Pietropaoli e Romano aveva dimostrato che la De Vito, con la sua reinterpretazione aveva cancellato quei vezzi di derivazione folk-western ai brani della Mitchell, li aveva cioè liberati dal contesto storico che li aveva resi celebri, conferendo ad essi, come il jazz pretende, una vita autonoma ed altra. Come non apprezzare il fascino conferito dalla lentezza e dalle pause vocali della versione rivisitata di “A Case of you” o di “Amelia”. I quattro artisti avevano a tal punto penetrato la lettura delle scritture musicali della loro musa di riferimento che avevano aggiunto agli originali dei brani che sembravano essere stati scritti da lei: “ So Right”, che dà il titolo al cd, è quello più rappresentativo di essi.  Il repertorio musicale selezionato per il pubblico avellinese dunque non è stato riferito al solo album già presente sul mercato, e per questo il concerto è stato ancora più interessante. Nel concerto di sabato la De Vito ha attinto canzoni principalmente dagli album degli anni settanta della folksinger canadese: Blue, Hejira, Ladies Of The Canyon, Mingus, ma anche un brano del 1998, “Harlem in Havana”. Eccellente il livello di Pietropaoli, ma davvero sorprendente anche il pianista Mazzariello, specie se si considera che qualche brano della prima formazione è stato riproposto ed il confronto con Rea non era semplice.

L’interesse per Joni Mitchell della De Vito non è solo ovvio per la rilevanza del personaggio assunto a modello per una rivisitazione , ma anche perché le due artiste hanno in comune diversi elementi: le origini dedicate alla musica popolare (il  folk dell’una e la musica etnica dell’altra); l’iniziale attenzione agli strumenti da plettro e chitarra; l’incontro con il jazz (per la Mitchell tra il 1976 e il 1980) e con molti suoi interpreti importantissimi; persino il confronto con la musica elettronica. La De Vito si caratterizza tuttavia per l’attenzione alla voce in tutte le sue espressioni ed è proprio la consapevolezza di questa forza che rende i suoi concerti mai scontati e ripetitivi, ma sempre innovativi e capaci di fornire al pubblico nuove chiavi di lettura musicali.

A cura di Bianca Maria Paladino

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