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Montoro, crisi idrica: il 13 giugno Bianchino in Prefuttura per un tavolo tecnico

Montoro (ma non solo) vive l’ennesimo periodo di sospensione idrica nelle ore notturne e fino alle 6.00 del mattino. Il primo cittadino Mario Bianchino, nei giorni scorsi, ha richiesto al Prefetto di Avellino la convocazione di un tavolo tecnico con la presenza di Asl Avellino, dell’Alto Calore Servizi, della Regione Campania e dell’ Istituto Superiore della Sanità affinchè si definiscano “senza inutili azioni dilatorie e quindi si autorizzino le operazioni di verifica dello stato delle acque ai pozzi di località Chiusa e S. Eustachio per consentirne l’integrazione nella rete idrica comunale.”

A tal proposito è stato convocato per la giornata del 13 giugno il tavolo in Prefettura ad Avellino richiesto dal primo cittadino di della Città dei Due Principati. I due pozzi di Chiusa e S. Eustachio sono stati chiusi nel 2014 a seguito dell’emergenza tetracloroetilene. La rete, dunque, si è trovata così a dover fare a meno di 120 litri al secondo. Una portata necessaria per fornire acqua a tutto il versante irpino, come sottileanto anche dal Presidente dell’Alto Calore Servizi, Lello De Stefano, che nelle scorse ore ha avuto un confronto con il Sindaco Mario Bianchino. “Le sorgenti sono in ribasso e le nevicate invernali non sono state sufficienti. L’annata 2016/2017 è stata tra le meno piovose della nostra storia. E’ giunto il momento in cui ognuno faccia la sua parte, in primis la Regione: deve fare qualcosa in più. Sono già trascorsi da tre anni dal mancato finanziamento della pompa di Cassano: dobbiamo riequilibrare il discorso delle risorse idriche con la Puglia, che si appresta ad utilizzare altri 1600 litri al secondo a Conza. Abbiamo la necessità di un riequilibrio a Cassano. Abbiamo deciso, insieme al Sindaco Bianchino, di allertare immediatamente la Prefettura perchè noi abbiamo una dotazione idrica di 120 litri al secondo che teniamo ferma e che ci consentirebbe di non avere problemi almeno sul versante irpino. La Regione Campania deve svoltare e l’Eic è l’unica possibilità. In Puglia, per l’acqua, si paga una sola tariffa mentre noi in Irpinia dobbiamo pagare più di Napoli. In Campania occorre uniformare il governo delle risorse e quindi l’acqua necessaria ai cittadini, la tariffa deve essere unica che significa perequata per tutta la Regione, gli investimenti devono essere fatti in maniera oculata senza sprechi, senza clientele e senza i danni che sono stati fatti a questo territorio.”

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