Home Sport Avellino Calcio “Money Gate”, nel mirino Catanzaro-Avellino del 2013. Taccone respinge le accuse.

“Money Gate”, nel mirino Catanzaro-Avellino del 2013. Taccone respinge le accuse.

Nemmeno il tempo di festeggiare la sofferta salvezza, raggiunta al “Partenio-Lombardi” battendo il Latina per 2-1 (R. Insigne, Ardemagni, Castaldo), che una nuova bufera si abbatte sull’U.S. Avellino .

L’Avellino, appena archiviato il “caso Catania”, concluso con due punti di penalizzazione sulla classifica e con un punto restituito dopo i ricorsi presentati dai legali della società campana nell’ultima giornata di Campionato si ritroverebbe immischiato nell’operazione denominata “money gate”.

Operazione che ieri ha portato all’arresto (ora ai domiciliari), di Giuseppe Cosentino ed Ambra Cosentino, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’U.S. Catanzaro.

Giuseppe Cosentino è stato accusato di appropriazione indebita e reati tributari. La figlia di Cosentino, Ambra, con altri dipendenti di una società d’import export dell’imprenditore, sono accusati di riciclaggio. Con il proseguire delle indagini però spunta fuori anche la frode sportiva. I fatti riguarderebbero la partita Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013, ultima giornata del Campionato di Lega Pro, 2012-2013. La sfida, terminerà con la vittoria dei biancoverdi grazie alla rete di Zigoni, che spedirà i lupi dritti in Serie B.

Partita però che per l’accusa si sarebbe dovuta concludere con un pareggio, risultato utile ai fini della graduatoria, per entrambi le squadre. Secondo il procuratore Ottavio, la presunta combina, sarebbe saltata perchè all’Avellino, a gara in corso, non conveniva più. I campani infatti si vedono costretti a vincere e dunque venire meno all’accordo, perchè il Perugia che stava vincendo in casa contro il Prato, avrebbe compromesso il salto di Categoria, infatti il Perugia, secondo in classifica, in quel momento stava vincendo in casa contro il Prato (3-0), mettendo i bastoni tra le ruote agli irpini.

Dunque per Frode sportiva sono accusati per il Catanzaro, oltre a Cosentino anche l’ex Direttore Sportivo, Armando Ortoli e l’ex calciatore dei giallorossi, Andrea Russotto.
Per l’Avellino invece vengono accusati per frode sportiva, il Presidente Walter Taccone e il Direttore Sportivo Enzo De Vito.
Ora la “palla” passerà alla Procura della FIGC, che farà le proprie indagini e valuterà, se ci saranno gli estremi per aprire un processo sportivo, che porterebbero spiacevoli sorprese ad entrambe le Società coinvolte.

Per quanto riguarda l’Avellino, in conferenza stampa, Walter Taccone ha dichiarato di essere tranquillo e fiducioso, perchè non ci sono prove o intercettazioni.
Oggi, durante un’intervista, il legale della Società biancoverde, Edoardo Chiacchio, ha affermato di non potere giudicare una vicenda che si trova allo stato embrionale e tutta in divenire.
Si è detto però sereno di dimostrare che quello di cui è accusato il suo assistito, non è mai avvenuto.

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