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Massimo D’Alema, nel tour politico per Articolo 1 a Salerno, fa tappa a Montoro

Montoro – Una giornata piena d’incontri per il leader Nazionale del nuovo movimento politico della sinistra, Massimo D’Alema. In mattinata ha incontrato gli studenti dell’Università di Fisciano, per poi incontrare a Montoro diversi giovani professionisti.

Nel suo Tuor ha scelto il B&B  Lavanda&Merletti Maison de Charme della Sig.ra Daniela Pastore De Simone e del Giardino del Gusto di Luca D’Angelo e Davide Luciano. Un pranzo con prodotti a km zero  accompagnati da una gustosissima pastiera di grano del giovanissimo montorese Gennaro Aufiero. Ed infine Cipolla Ramata dei contadini montoresi e Marmellata di lavanda e limone Amalfitano preparata dalla signora Daniela. Al tavolo con D’Alema, un nutrito gruppo di giovani universitari e professionisti,che in mattinata lo avevano ospitato a Scienze Politiche, il giovane astrofisico montorese Prof.Orlando Luongo,il docente della Luiss Prof. Nunzio Mastroli. Dopo la tappa montorese, si dirige nel Salernitano dove ad attenderlo ci sono numerosi iscritti e simpatizzanti di Articolo 1 DP, per  approfondire le nuove sfide del panorama politico salernitano, il tema della giornata: “Giovani-Anziani, un futuro per le nuove generazioni”, organizzata da Federico Conte al Grand Hotel Salerno.

«Stiamo lavorando con tranquillità a creare una nuova forza politica, un movimento aperto, siamo in una fase costituente quindi è un processo aggregativo che continuerà e che, anzi, sta continuando perché ogni giorno arriva qualcuno. Poi vedremo i risultati». Massimo D’Alema fa tappa in Campania per lanciare l’Articolo 1 Dp, il nuovo movimento politico della sinistra. 

Sul voto interno dei circoli Pd, in vista delle primarie del 30 aprile, che hanno visto l’ex premier in testa (anche nella città di De Luca), D’Alema commenta: «Era largamente prevedibile il risultato di Renzi. Nel Pd sono rimasti i seguaci di Renzi e quindi è naturale che vanno a votare i suoi seguaci».

«Non c’è nessuna discussione politica. La gente – aggiunge ancora D’Alema – si mette in fila e vota per Renzi. Si tratta di capire quanti saranno gli italiani che votano per Renzi. Quando si è andati a votare per il referendum, la grande maggioranza ha votato contro di lui. Vincere nel Pd per Renzi non è un problema, il problema è che lui perde nel Paese». Poi la profezia: «Ho visto sui giornali – rimarca D’Alema – un appello di Cuffaro per un’alleanza con il Pd in Sicilia. Mi pare che quello è il partito nel quale molti non si possono riconoscere.

È un partito nel quale è difficile che si possa riconoscere la tradizione della sinistra italiana. La prospettiva del Pd, di Renzi, è quella di un’alleanza con Forza Italia. Questa è una cosa che appare sempre più chiara. Noi consideriamo Berlusconi una forza antagonista rispetto ai valori della sinistra. Grande rispetto per chi intende resistere all’interno del Pd, ma in questo momento io credo che il vero, grande problema che ha il Paese è quello di ricostruire un’autentica forza di centrosinistra».

Ancora, spiega: «Se oggi noi sentiamo che la destra riprende forza e dall’altra parte i Cinque Stelle viene avanti come la più grande forza politica del Paese, questo non è per colpa degli scissionisti ma è la responsabilità di chi ha governato il Paese in questi anni. Il rimettere in campo una autentica forza di centrosinistra – spiega – significa chiamare a raccolta un popolo che abbiamo perduto nel non voto o che abbiamo regalato ai Cinque Stelle. Ho letto una indagine impressionante: il 28% degli elettori dei Cinque Stelle si dichiara elettore di sinistra che votano in questo modo perché in Italia la sinistra non c’è più. Io sono convinto che se noi torniamo a farla essere tale, forse l’argine contro il populismo e contro la destra diventa più forte e non più debole.

E rimettiamo in campo una forza non minoritaria, una forza responsabile che ha l’ambizione, attraverso un processo costituente, di volere che torni ad esserci un grande partito del centro sinistra che oggi non c’è più. Il Pd che va definitivamente trasformandosi nel PdR- ovvero partito di Renzi- non c’è più.

Anche per questo non abbiamo voluto creare un partito ma un movimento, che ha un carattere aperto, costituente, che ha come obiettivo anche quello di riguadagnare il Partito democratico, ad una prospettiva di un centrosinistra autentico. Noi vogliamo parlare al Partito democratico, al popolo». D’Alema, poi, ha raccontato di avere con sé ancora la sua ultima tessera del Pd, prendendola tra le mani.

«Dal 28 febbraio al 1 maggio – rimarca – sono senza tessera, penso che quando si hanno idee da portare avanti bisogna associarsi con gli altri, con gli uomini e le donne con le nostre medesime idee. Qui con me ho la mia ultima tessera del partito democratico scaduta a fine febbraio. Io – sottolinea – l’ho presa molto prima che si scrivesse Renzi, perché lui si è iscritto poco prima del congresso per avere la certezza di fare il segretario. Io mi sono iscritto ai pionieri, associazione pionieri d’Italia».

A cura di Andrea Pellegrino

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