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Mariano Ciarletta, lo scrittore neolaureato a “L’eredità”

Mariano Ciarletta, lo scrittore neolaureato a “L’eredità”. Grande momento di visibilità per il giovane autore di Mercato San Severino fresco di laurea. La puntata odierna de L’Eredità ha visto concorrente il 25enne originario di Mercato San Severino Mariano Ciarletta, che purtroppo non è riuscito a superare la sfida frontale lanciata da Martina, dopo che quest’ultima aveva commesso il fatidico doppio errore nel secondo gioco L’una o l’altra. Adesso andiamo a conoscere meglio il nostro partecipante del giorno.

 Perché hai deciso di partecipare, tra i tanti giochi a premi della tv, proprio a “L’eredità”?

La scelta di partecipare a L’Eredità non è stata casuale. Fin dall’età di dieci anni, infatti, seguo questo programma culturale e alla fine mi sono detto: “Perché no, anche io posso fare quest’esperienza”. Credo cheL’Eredità sia un’ottima possibilità per mettersi alla prova e per conoscere, fin dai provini, persone simpatiche con cui intraprendere un percorso.

Come ti sei relazionato con gli altri concorrenti?

La persona che più simpatica che ho conosciuto è Stefano, il campione, nonostante fosse arrivato alla fase finale, si è presentato con molta umiltà e semplicità e quindi di lui ho un bel ricordo. Credo che ci sia stata molta sintonia soprattutto tra noi ragazzi.

Quindi oltre a questa sintonia, cosa porterai più nel cuore di quest’esperienza?

Porterò nel cuore tante cose: la prima telefonata per la convocazione ai provini, i provini presso Napoli in cui ho avuto modo di conoscere tante persone simpatiche, ricordo che quella mattina, durante il mio turno, ne eravamo già una cinquantina, ricorderò il viaggio da casa e la simpatia di Fabrizio Frizzi, una persona speciale e molto umile, nonostante sia ormai conosciuto da tempo in TV. Inoltre, ricorderò con un pizzico di dispiacere la mia eliminazione dal programma ma anche con tanta sportività. Insomma, in fondo, è un gioco.

Ora passiamo a parlare un po’ di te. Ho appreso da Facebook che ti sei laureato giusto l’altro ieri, dunque colgo l’occasione per rinnovarti i miei auguri. In cosa di preciso?

Ti ringrazio per gli auguri, sì, proprio l’altro ieri (21 marzo, ndr) ho conseguito la laurea magistrale in “Gestione e Conservazione del patrimonio archivistico e librario”. Anche questa è stata, come L’Eredità, un’esperienza che porterò sempre nel cuore.

Su cosa ti sei dedicato nella tesi?

La mia tesi si è concentrata nell’analisi del tribunale dell’Inquisizione e precisamente del fenomeno ereticale dal Tardo Antico all’Alto Medioevo. Diciamo che, nello scrivere questo lavoro, ho coronato un mio piccolo ma grande sogno. Fin da piccolo infatti sono appassionato di Storia medievale e i miei film preferiti erano Giovanna d’Arco, Il nome della rosa, la maledizione dei Templari e ancora Giordano Bruno.

Dunque dalle tue risposte si evince la tua grande passione per il mondo letterario, nel quale ti già stai facendo valere, in base a quanto leggo sul Web.

In effetti, se devo essere sincero, la mia passione più grande è appunto la scrittura. ho pubblicato 6 libri, di cui 3 romanzi noir e 3 sillogi poetiche. Sia la narrativa che la poesia mi appassionano e mi donano tanta felicità, nel leggere e nello scrivere. Il Web mi ha permesso di farmi conoscere più facilmente, grazie ai miei videoclip di poesia e alla mia pagina ufficiale in cui, per fortuna, ho tanti lettori che mi sostengono e che mi dimostrano il loro affetto.

Ti andrebbe di raccontare ai nostri lettori il tuo percorso letterario?

Sostanzialmente mi sento molto legato al mio primo racconto horror, Rami nel buio. Rileggendolo, a distanza di quasi quattro anni, ti posso però dire che tornassi in dietro cambierei molte cose e non cambierei nulla. I libri, per chi li scrive, sono spesso lo specchio di un momento, di un stralcio di vita. La poesia, in particolare la raccoltaIridi, mi ha donato tanta felicità: è stata premiata a numerosi concorsi internazionali e nazionali e anche le vendite non sono andate male. Il mio ultimo lavoro, però, è un terzo romanzo noir, The Necklace, precisamente dopo ai bordi dell’abisso e a distanza di 5 mesi dall’uscita non posso lamentarmi, è stato scaricato e recensito da più di 400 lettori al momento e sono sicuro che questi numeri, anche se non ancora comparabili con i 2000 download del primo, cresceranno.

Perché hai composto proprio romanzi noir e allo stesso tempo ti dedichi anche alla poesia?

Sono due mondi molto diversi, ma che si compensano. L’ uno, inevitabilmente, porta lo scrittore a cimentarsi con tematiche abbastanza forti, come nel mio caso (esorcismi e possessioni) alla cui base deve, necessariamente, esserci uno studio. Per quanto riguarda la poesia, arte a cui mi dedico specialmente nelle ore notturne, per me è considerata come una scrittura distensiva, interiore, un tipo di scrittura che ti tocca le corde del cuore.

Ti andrebbe di dedicare in chiusura qualche bel verso ai nostri amici di irpinianotizia?

Certamente, vi lascio con una mia poesia che più che altro ha una struttura aforistica, genere che prediligo altrettanto: “siamo come alberi, scossi dai venti della vita, radicati al terreno della speranza”.

 Dunque è opportuno cogliere l’occasione per rinnovare i nostri auguri a Mariano per un futuro sempre pieno di successi.

 

Francesco Stabile

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