Home Regione L’Unisa offrirà nuove risorse al settore agroalimentare campano

L’Unisa offrirà nuove risorse al settore agroalimentare campano

L’Università di Fisciano darà una notevole spinta con la formazione e la ricerca al comparto agroalimentare irpino e campano. Intanto il corso di studi di Gestione e Valorizzazione delle Risorse Agrarie e delle Aree Protette, di nuova istituzione nell’ateneo di Fisciano ha registrato un boom delle iscrizioni (quest’anno 130 matricole). Esso e’ strutturato come corso triennale di I° livello che garantisce un titolo già idoneo all’inserimento nel mondo del lavoro, o che da’ accesso alla specializzazione con il biennale di secondo livello ed il conseguimento delle Laurea Magistrale.

Il percorso formativo offre al laureando l’acquisizione di competenze e strumenti tecnico-scientifici mirati all’applicazione delle tecniche in agricoltura; a migliorare la qualità e la quantità delle produzioni, con la riduzione degli sprechi ed il rispetto delle direttive ambientali.

Conferisce inoltre il know-how per la conservazione e la valorizzazione delle aree protette, come Parchi Nazionali e Regionali, giardini urbani ed extraurbani. L’obiettivo del corso di Agraria e’ quello di formare dei tecnici Agronomi con l’utilizzo anche di tecniche d’avanguardia, quali l’implementazione del sistema irriguo senza condizioni di spreco e l’utilizzo di droni per le misurazioni di precisione e la gestione dei terreni.

Il lavoro di ricerca universitaria contribuiranno a ottimizzare la PAC (Politica Agraria Comunitaria) che intanto e’ stata riformata e rifinanziata, anche per evitare di ripetere gli errori delle passate gestioni (2007-2013). La Campania ha aree molto eterogenee in quanto si passa dalla Valle del Sele, con la piana di Eboli, alle zone interne dell’Irpinia , morfologicamente diverse tra loro, ma che annoverano prodotti enogastronomici di grande livello (ad esempio vino, castagne per l’Irpinia, funghi e tartufi per il beneventano, mozzarelle di bufala per il salernitano). Il prodotto agricolo e’ inoltre collegabile con il turismo, ed infatti la presenza di numerosi agriturismi, enti, parchi ed aree protette, unitamente a monumenti di interesse storico, insieme alla gastronomia possono costituire validi attrattori turistici.

Ma l’attenzione e’ ora concentrata sugli scarti di questi affermati prodotti: dalle componenti delle nocciole (il guscio) e delle castagne (ricci e pellicine), dagli scarti della centrale del latte o dallo smaltimento della produzione di vino ed olive possono ricavarsi integratori alimentari; i noccioli delle olive vengono già riutilizzati per ricavarne pellets. In tempi in cui l’agricoltore ha un atteggiamento di resa per lo scarso profitto che ricava dal suo duro lavoro e’ necessario potenziare sia la qualità che la quantità del prodotto. Ad esempio in Irpinia vi e’ stata una frammentazione della produzione: numerosi produttori di vino si lamentano di non riuscire ad andare avanti da soli poichè non hanno avuto la capacita’ di consorziarsi.

Non meno importante e’ la qualità; bisognerà puntare sul biologico, su un prodotto che per la sua crescita fa a meno di pesticidi e di ogm, cioè che non sia geneticamente modificato. Un prodotto davvero genuino può e deve costare di più, ma non deve temere il mercato. Per essere collocato in commercio ha quindi bisogno di visibilità, che può essere data solo grazie ad una vincente strategia di marketing.

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