Home Attualità L’Assemblea di Alto Calore Servizi “ritocca” lo Statuto

L’Assemblea di Alto Calore Servizi “ritocca” lo Statuto

Se per l’Alto Calore il 2017 e’ stato Annus Horribilis, il futuro si presenta tutt’altro che roseo. Nella frettolosa assemblea di fine anno e’ stata approvata la modifica allo Statuto che, in ossequio alla legge Madia, consente all’Alto Calore una gestione fino al 2050 e che impone il parere all’Assemblea per alienare o acquisire rami d’azienda per quote superiori al 50%.

La societa’ idrica entro il prossimo marzo approntera’un nuovo piano industriale che per il periodo 2018-2020 dovra’ mirare a ridurre gli oneri di gestione e ad organizzare un programma per la riparazione e l’ammodernamento delle reti. Ricordiamo che l’ente ha un passivo di 127 milioni di euro e viaggia con una perdita di esercizio di 7,2 milioni l’anno. La voce piu’consistente delle uscite e‘ quella che riguarda il personale (330 unita’) che incide per 19 milioni di euro l’anno. Al riguardo De Stefano ha precisato che sara’ necessario riconvertire i ruoli dal momento che le figure amministrative, meno richieste, sono in sovrannumero rispetto a quelle tecniche di cui l’ente ha effettivamente bisogno.

Il presidente De Stefano ha dichiarato che dovra’ essere iniziato un percorso virtuoso e costellato di sacrifici senza il quale si andra’incontro al fallimento, le cui conseguenze ricadranno sui Comuni, soci territoriali del Consorzio. Voci di dissenso si sono levate da parte di numerosi Sindaci che sono stati bersagliati dai propri cittadini per i disservizi causati dalla penuria d’acqua e dai numerosi distacchi dell’erogazione. Su tutti Ferruccio Capone, sindaco di Montella, Pasquale Giuditta, sindaco di Summonte e Fernando D’Errico, omologo di San Manfredi che, oltre ai disagi reclamati per tutta l’estate nei loro Comuni, hanno rimarcato che la situazione disastrosa dell’Ente Idrico non consente alcun barlume di ottimismo; essi hanno sferrato un duro attacco al management dell’Alto Calore reo di aver attuato un’allegra gestione trascurando la fase di progettazione e di manutenzione sia ordinaria che straordinaria delle condotte risultate vetuste ed usurate.

Essi oltretutto definiscono disastrosa la situazione finanziaria dell’Ente e non condividono assolutamente, specie il Sindaco D’Errico, la volonta’ del Presidente De Stefano a legittimare il ruolo di leader dell’Alto Calore per la gestione idrica delle due province di Avellino e Benevento.

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