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La Scandone comincia male il mini ciclo di trasferte: sconfitta a Cantù 75-74

Irpinia news – La Scandone apre male questo mini ciclo di trasferte, perdendo al fotofinish a Cantù per il 75-74. E’ la prima volta in questa stagione che la Scandone perde due gare di fila in campionato ed è un peccato perché le sconfitte di Caserta e Reggio Emilia potevano dare una grossa mano alla risalita in classifica dei biancoverdi. La sconfitta di Cantù sa tanto di occasione persa e spaventa per il modo in cui è venuta: niente di grave per carità, ma tanti alti e bassi a questo punto della stagione non erano auspicabili.

Il canturino Sacripanti stavolta sceglie Obasohan e Fesenko nei primi 5 ed è proprio il belga a mettere il primo punto esclamativo dell’incontro con una perentoria schiacciata sulla linea di fondo. La Sidigas però è distratta, soprattutto nella sua metà campo dove JanJuan Johnson banchetta a suo piacimento, facendo fare una pessima figura a Fesenko. Il primo quarto dell’ex Pistoia da 14 punti con 4 rimbalzi guida i suoi ad un periodo da 28 punti frutto di 10 canestri, 7 dei quali assistiti. Complice di questi numeri, una Sidigas che non difende in nessuno dei suoi elementi e che in attacco non riesce a trovare ritmo, complici anche alcuni ingenui falli in attacco.

Il secondo quarto si apre con una tripla di Green, mentre le rotazioni di coach Bolshakov non riescono ad avere la stessa efficacia dei titolari, ma non certo per la difesa biancoverde che, in più occasioni lascia tiri aperti ai brianzoli che, al contrario del primo quarto, non segnano. Ad Avellino basta prima una fiammata di un Ragland molto elettrico a metà quarto e poi una del solito silente Randolph a fine secondo periodo per andare negli spogliatoi con il minimo ritardo (38-37) e nonostante uno Johnson arrivato a 20 punti e 9 rimbalzi (e 30 di valutazione).

Scandone arrivano le prime due sconfitte di fila in stagione

Come spesso fa, Sacripanti cambia quintetto ad inizio ripresa: stavolta nei 5 ci sono Randolph e, soprattutto Severini, chiaro segnale di voler cambiare la partita nella propria metà campo. La cosa riesce perché i lupi giocano un quarto con grande attenzione, aumentando molto la pressione e togliendo del tutto dalla partita Johnson che, dopo aver dominato nei primi 20 minuti, chiude la frazione con 0/5. In attacco ci pensa il solito Ragland, coadiuvato prima da Randolph e poi da Green.

Sono proprio i 5 del capitano a chiudere un quarto da 9-20 e a lanciare la Scandone nell’ultima frazione in pieno controllo sul 47-57. Cantù, dopo i 28 del primo quarto ha segnato 19 punti nei quarti centrali e in una partita dal punteggio così basso, sembrano numeri confortanti. Ma non è così: Johnson rientra prepotentemente in partita e con 8 punti quasi in fila fa rientrare i suoi sul -1 in un amen nella bolgia del PalaDesio. L’unico che risponde presente per i lupi è il solito Ragland che, praticamente da solo, tiene a distanza i padroni di casa.

A metà quarto il punteggio dice 60-62, ma Johnson continua ad imperversare sotto entrambi i canestri e il 14imo rimbalzo vuol dire sorpasso per i biancoblu. D’improvviso segnano tutti (Ragland, Pilepic, Randolph, Waiters) in una partita che diventa bellissima tutto ad un tratto. Waiters pareggia dalla lunetta a quota 74 con 40 secondi da giocare, Ragland dall’altra parte spara da 8 metri allo scadere dei 24 scheggiando il ferro. L’ultimo possesso è di Cantù che lo sfrutta nel migliore dei modi trovando un fallo di Randolph su Darden con meno di 2 secondi da giocare. All’ala americana basta segnare il primo e sbagliare appositamente il secondo per guadagnare i due punti.

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