Home Sport Basket La Scandone batte Pesaro 79-62. Ora testa alle Final Eight

La Scandone batte Pesaro 79-62. Ora testa alle Final Eight

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Avellino supera il (morbido) ostacolo Pesaro, nonostante qualche acciacco fisico e arriva nel migliore dei modi al quarto di finale di Final Eight contro una Sassari in grande forma. Oltre al lungodegente Cusin infatti, Fesenko e Ragland lamentavano problemi fisici come dimostrato dalla gestione dei due di coach Sacripanti.

Nel 79-62 finale bene le “seconde linee” Zerini e Severini, e un buon Randolph nel secondo tempo, ma i lupi non sembrano essere nel periodo più brillante della stagione. A Rimini servirà recuperare quanto meglio tutti per provare a portare a casa un trofeo che il pubblico irpino ha, da sempre, a cuore

Ragland ha ancora problemi alla spalla sinistra e Sacripanti, inizialmente, gli preferisce Green in quintetto. L’inizio è quantomeno sonnolento: i lupi costringono Pesaro a ben 7 palle perse nel quarto di apertura, ma in attacco fanno grossa fatica come dimostra il 4-5 a tabellone a metà frazione. La seconda penalità di Fesenko non aiuta e “costringe” Sacripanti ad andare col quintetto piccolissimo, con Thomas da ala grande e Zerini da centro. Sono proprio 8 punti dell’ex 76ers a tenere in partita Avellino alla fine di un primo quarto complesso, chiuso sul -5 (16-21), ma che ha visto i biancoverdi cadere anche a -7, grazie alla maggiore precisione dei marchigiani (6\10 nel primo quarto con 3\4 da oltre l’arco). Sacripanti opta per il quintetto piccolo anche nella seconda frazione ma, soprattutto, dopo 11 minuti di gioco fa alzare dalla panchina Joe Ragland. Il solo ingresso dell’ex Milano e Cantù crea scompiglio nella difesa di Bucchi e, appena calano le percentuali (arrivati a 6\7 da oltre l’arco, 5 errori in fila) i lupi mettono a segno il parziale di 13-1 in 4 minuti che ribalta la gare fino al 41-36 dell’intervallo.

Si riprende con Ragland e Randolph (primo tempo anonimo il suo) in quintetto. Un lay up dello stesso playmaker manda Avellino sul 45-38, massimo vantaggio della partita. Pesaro però resta lì e, anche grazie ad alcuni possessi a zona, piazza il parziale per risorpassare sul 45-47, ma sarà l’ultimo segno di vita dei marchigiani. La Scandone chiude il quarto con un 13-0 e poi non si volta più indietro.

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