Home Attualità La Pira, apostolo piu’ che politico, a quarant’anni dalla morte.

La Pira, apostolo piu’ che politico, a quarant’anni dalla morte.

Nel quarantennale della morte di Giorgio La Pira si e’ svolta presso il Palazzo Vescovile di Avellino, una commemorazione in onore dell’ex sindaco di Firenze per il quale e’ in atto il procedimento di beatificazione.

In occasione della sua scomparsa (5 novembre 1977) fu scritto un volumetto contenente un’intervista all’on. Fiorentino Sullo, che e’ stato ricordato e commentato dall’on. Gerardo Bianco, da don Gerardo Capaldo, dal vescovo di Avellino mons. Arturo Aiello e dal prof. Francesco Barra, ordinario di storia moderna; presente l’on.Gianfranco Rotondi, presidente della Fondazione Sullo.

L’opuscolo, dal titolo “Sullo e La Pira un’amicizia alla Costituente”, che e’ stato offerto a tutti i partecipanti, contiene gli interventi fatti in occasione del trigesimo della scomparsa di La Pira da parte dell’on.Sullo sulla figura dell’ex sindaco che ha fatto parte dell’Assemblea Costituente assieme a Sullo, Moro,Fanfani e Dossetti. Il prof. Barra ha tracciato un profilo storiografico di Giorgio La Pira che, nato in Sicilia e da umili origini, si trasferi’ a Firenze ove egli, che aveva un diploma da ragioniere, si impegno’ nello studio del latino approfondendo il diritto romano di cui divenne docente universitario.

La Pira ha rivestito incarichi di parlamentare e di sottosegretario oltre che di sindaco di Firenze. Egli era un uomo schivo, al punto da essere definito un “comunista di sacrestia”, anche se fu tacciato di essere a turno megalomane, traditore ed incompetente, ma la sua azione politica si permeava della forte fede religiosa ed era rivolta al sociale ed alle persone umili. La Pira si ispirava alla teoria Keynesiana della piena occupazione e allo sviluppo economico equilibrato perche’ voleva combattere a tutti i costi le disparita’ sociali. E quando divenne sindaco di Firenze si adopero’ per superare la disastrosa situazione economica postbellica della citta’, aggravata dalla sovrappopolazione e dalla carenza di tessuto produttivo.

L’on. Gerardo Bianco ha sottolineato la coraggiosa azione di La Pira che non teneva conto delle forze liberiste mettendosi in contrasto con De Gasperi, badando piuttosto alla solidarieta’ sociale. Egli – riferiva Bianco – ha svolto un’efficace ruolo nella Costituente, al fianco di Fanfani, Sullo e Dossetti imprimendo quell’impronta cristiana che lo fa assimilare piu’ ad un apostolo che a un politico.

Don Gerardo Capaldo, tra gli organizzatori della cerimonia di commemorazione di quarant’anni fa, ha moderato l’incontro evidenziando piu’ volte la nobile figura di Giorgio La Pira e le sue immense doti di sensibilita’e di vicinanza alla gente comune. Il Vescovo di Avellino, mons.Arturo Aiello, ha sottolineato la linea cristiana che era alla base dell’operato del politico siciliano.

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