Home Attualità Avellino, l’ostinata chiusura del Campo Coni diventa un caso

Avellino, l’ostinata chiusura del Campo Coni diventa un caso

L’unica struttura cittadina (campo Coni) che consentiva ai cittadini avellinesi di usufruire di uno spazio verde per attivita’ ginnica e’ inopinatamente indisponibile dall’ ottobre scorso. Ha sollevato il problema la Federazione italiana di Atletica leggera che ha puntato il dito contro le maestranze comunali quali il Delegato allo Sport Giuseppe Giacobbe, il tecnico del verde pubblico Ing.Luigi Cicalese e il delegato provinciale del Coni Giuseppe Saviano.

Questi ne hanno parlato la scorsa settimana in Comune con il responsabile Fidal Pietro Carpenito, senza saper addurre motivi validi alla chiusura e senza prospettare sollecite soluzioni al problema. Si sono accampate varie motivazioni, quali il rischio di caduta rami, l’inadeguatezza degli spogliatoi, il mancato completamento dei lavori alle infrastrutture (tribune spettatori) e non ultimo la mancanza di fondi per l’ordinario funzionamento.

Certo e’ che se il Comune Capoluogo non riesce a disporre un idonea sorveglianza, pur avendo a disposizione i lavoratori socialmente utili e non riesce a provvedere alle spese per il funzionamento delle docce e dei servizi igienici, vuol dire che qualcosa non funziona, sia finanziariamente che politicamente. E dire che un mesetto fa si era parlato di possibile utilizzo della struttura per le Universiadi in programma in Campania nel 2019!

Il responsabile della Fidal Carpenito lamentava dell’inerzia dei responsabili che, forse distratti dalla querelle politica, hanno perso di vista la risoluzione al problema del campo Coni. La struttura ha sofferto a tratti di carenza di acqua calda, dovuta dapprima al mancato pagamento della bolletta del gas metano e successivamente a rottura di tubazioni.

E a proposito delle spese di gestione si e’ parlato di voler istituire i tornelli per consentire l’ingresso dei tesserati che abbiano pagato una retta annuale al Comune. Ma in attesa di decisioni circa la gestione, si apra la struttura secondo gli orari canonici che restano affissi ai cancelli, perche’ tanti cittadini hanno diritto a fare attivita’ ginnica o una semplice sgambatura all’ aria aperta, anche se poi dovranno correre a casa per la doccia. Vista la perdurante impraticabilita’ del Parco della Memoria (in via Morelli e Silvati) e la lontananza dal centro citta’del Parco Manganelli, il campo Coni resta l’unica struttura adatta all’esercizio fisico facilmente raggiungibile.

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