Home Dai Comuni “Gesù è più forte della Camorra”, ieri a Montoro Don Aniello Manganiello

“Gesù è più forte della Camorra”, ieri a Montoro Don Aniello Manganiello

In un momento particolare per la cittadinanza montorese, con gli avvenimenti che hanno colpito il primo cittadino Mario Bianchino, si è svolto ieri un importante incontro sulla legalità. “Ribellarsi alla illegalità si può…Gesù è più forte della Camorra”. Questo il tema al centro del dibattito, moderato dal giornalista Gianni Festa, che si è svolto ieri presso la Chiesa della frazione di S.Bartolomeo. All’incontro, presente Don Aniello Manganiello, per 16 anni parroco di Scampia, che al termine ha celebrato la Santa Messa.

Don Michele Pierri: “Per avere armonia ci vuole il rispetto delle regole. Siamo vicini al nostro Sindaco”

Don Michele Pierri, parroco della frazione, ha salutato i presenti sottolineando che “lo scopo dell’iniziativa è quello di porre una riflessione maggiore sulle problematiche sociali che toccano da vicino anche la Città dei Due Principati. Il tema è duro: per creare armonia è necessario che ci sia il rispetto delle regole. La camorra nasce dal piccolo, già nelle scuole. Non sempre una legge è legittima, per essere tale deve essere vera, giusta e universale. Questo momento coincide con momenti difficili passati dal nostro Sindaco, Mario Bianchino, segno di un disordine morale: se la legge esiste ha bisogno del parere delle istituzioni. Manganello viene fuori da un’esperienza forte di vita. Siamo vicini al nostro primo cittadino”.

Tina Cipolletta: “Il nostro Sindaco non è solo: Montoro è con lui”

Per il consigliere comunale di Montoro, Tina Cipolletta, è “un incontro denso di significato. Don Aniello è un esempio di cristianità. Meglio essere cristiani sporchi di fango, che puliti ma indifferenti alle sofferenze della terra. Se si combatte l’illegalità è perché siamo cristiani. Don Aniello ha dedicato la sua vita alla legalità, rafforzando le basi per una conoscenza civile. E’ un nostro diritto sentirsi sicuri, la fiducia favorisce un sentimento di rispetto verso le regole. I tempi per le inchieste sono lunghi, servono risposte immediate. Non si possono risolvere i problemi solo con il lavoro delle Forze dell’Ordine. Educare alla legalità non è un atto a senso unico: tutti dobbiamo metterci in discussione unendo le leggi al bene comune. Il diritto è in relazione con il dovere: gli atti che Montoro ha subito in questi giorni non possono offuscare la dignità e l’immagine dei montoresi. Montoro non sarà mai terrà di nessuno: ogni sorta di prepotenza nei confronti della cultura e della legalità sarà condannata. Il Sindaco Bianchino non è solo: i montoresi sono con lui.”

Il Sindaco di Montoro, Bianchino: “Il mio impegno verso la legalità sarà immutato”

Il primo cittadino della Città, Mario Bianchino ha salutato e ringraziato i presenti, sottolineando diversi aspetti: “Questo incontro era stato programmato prima dei fatti che sono avvenuti. L’attualità di questo tema è avvertita profondamente: quando ci sono queste iniziative c’è sempre la nostra approvazione. Esprimo tanta soddisfazione e gioia per le persone che si pongono verso la comunità a favore della sensibilizzazione dei comportamenti. Dobbiamo però comprendere il contesto locale che genera tali condizioni. Uno dei problemi è questo scivolamento verso l’individuo a discapito di una persona e dell’accanimento nei confronti del singolo. Per la democrazia c’è bisogno di ordine sociale, senza non può immaginarsi una società democratica. Sono tra coloro che esprime un plauso alle forze dell’ordine perché va considerato l’aspetto della mutazione delle condizioni tra legalità e cittadino: spesso la legge non risponde al sentire della coscienza. Ci possono anche essere cattivi governanti ma le leggi sono facilmente modificabili. Certi episodi non devono mai verificarsi ma il mio impegno verso l’affermazione della legalità sarà immutato. La nostra comunità è operosa e non si è mai fatta prendere dal modernismo sbagliato e saprà reagire. Ringrazio tutti per la solidarietà e la vicinanza che mi hanno dimostrato”

Don Aniello Manganiello: “Uno stato che continua a sfornare leggi è uno stato corrotto e immaturo.

Dopo i saluti il Dibattito è iniziato, con Don Aniello Manganiello che ha confermato il suo messaggio: “Gesù è più forte della camorra per potenza propria, è in grado di sconfiggere ogni forma di ingiustizia. Noi però dobbiamo essere capaci di metterci in gioco perchè lui ha fatto la sua parte e chiede anche a noi di essere vincitori. Ognuno di noi deve lottare contro il male senza scendere a compromessi. Uno stato che continua a sfornare leggi è uno stato corrotto e immaturo. La legalità è un termine senza appigli: nella realtà bastano poche leggi, basta l’etica comportamentale. L’uomo deve trovare nella sua anima il rispetto per gli altri. Una comunità come la nostra è arrivata alla frutta, ciascuno faccia la sua parte senza appoggiarsi agli eroi.”

Manganiello:”Bisogna avere il coraggio e denunciare”

“C’è ancora grande difficoltà all’interno delle comunità. Ci vuole la disponibilità di tutti e la voglia di cambiamento. Nessuno ha il coraggio di denunciare: questo è un piccolo grande passo perchè senza non si migliorerà mai. Ci sono diverse caste nel nostro paese. Legalità e corruzione sono in forte contrasto proprio nella capacità di mettersi in gioco. E’ necessario uno scatto d’orgolio delle comunità. Non si denuncia per non rischiare, ma così facendo il male si diffonde. Se la comunità è compatta e c’è organizzazione i risultati ci sono e si può vincere. La crisi è una delle cause del diffondersi della Criminalità organizzata, non esistono isole felici: l’80% del mondo la vive. Se le leggi sono ingiuste dobbiamo lottare per cambiarle. Ci vogliono valori etici per esprimere comportamenti retti. Un ambiente pulito, ordinato e bello è un elemento importante per la crescita dei ragazzi”.

Don Aniello: “Condanno fortamente Gomorra. Amo Scampia”

“Per Scampia ho un amore morboso: mi hanno cacciato dalla porta e sono rientrato dalla finestra, mantenendo alcune responsabilità importanti. Sono contrario a Gomorra: per me, sia nel libro che nella serie, Saviano racconta solo il male, poi però per “contaminarsi” con qualche clan, paga 30.000 per girare il film in una villa di un boss. Se c’è il male c’è una ragione. Bisogna saper leggere le situazioni, la povertà non deve portare a fare scelte sbagliate, come ad esempio cementificare un quartiere di 140.000 abitanti. Guardado Gomorra c’è il pericolo, soprattutto per le nuove generazioni, di essere tentati a fare scelte criminose quando non si può portare avanti le famiglie. In Gomorra non si vede il contrasto di polizziotto o di un magistrato, così si genera nei ragazzi la “normalità” che si raggiunge certi obiettivi facendo così, perchè non c’è nessuno che contrasta. Non è assolutamente così. Nonostante le tante minacce subite e i rimproveri del Vescovo, ho continuato a dar voce alla gente. Se tornassi indietro rifarei le stesse cose: per amore del mio popolo non tacerò”.

“Scuola, famiglia e chiesa hanno un ruolo fondamentale”

Secondo Manganiello, “la Chiesa deve schierarsi dalla parte dei deboli e non deve aver paura dei potenti. La scuola in questi anni ha messo in cantiere centinaia di progetti sulla legalità ma ho una perplessità: la scuola si impegna tanto ma in parallelo la famiglia viene a mancare, sia nella collaborazione come anche nel catechismo. Se non coinvolgiamo la famiglia abbiamo le mani legate. Io ho sperimentato, con relativo successo la Catechesi Intergenerazionale: genitori, nonni, figli o nipoti al catechismo per tre anni (dalla terza alla quinta elementare). Hanno colto aspetti importanti che sono serviti anche ai genitori per “rimotivare” la loro fede. La scuola soffre della mancanza della collaborazione delle famiglie. Ritroviamo il senso della comunità, convincendosi che si può combattere la criminalità, camminando a testa alta e senza paura. C’è bisogno di sensibilizzare la popolazione. Non è la mafia che uccide, ma la solitudine.”

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