Home Attualità Emergenza idrica in Irpinia: spiragli frenati da vecchie logiche

Emergenza idrica in Irpinia: spiragli frenati da vecchie logiche

Dopo l’accordo tra Alto Calore ed Acquedotto Pugliese raggiunto presso la sede del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale, c’e’ un altro tassello che fa ben sperare nel miglioramento della crisi idrica irpina, l’appalto di lavori a seguito di sette milioni di euro della Regione Campania per la fornitura di nuova pompa idrica in sostituzione dei desueti macchinari risalenti al 1971.

Il primo accordo prevede un riequilibrio della portata d’acqua fissata in 1.800 litri al secondo per la Puglia e di soli 600 litri per l’Irpinia e parte del Sannio: la nuova griglia prevede la fornitura di 1.200 litri al secondo ciascuno. Il piano e’ stato ratificato dai dirigenti del settore Ambiente di Campania e Puglia, dai vertici degli enti idrici di campani e pugliesi, presenti il coordinatore del Distretto idrico Irpinia Sannio Giovanni Colucci, quello del bacino Liri-Garigliano-Volturno Vera Corbelli ed i manager di Alto Calore (l’irpino De Stefano) e Acquedotto Pugliese.

Questo il provvedimento per tamponare la carenza d’acqua che interessa molti comuni irpini e le zone alte della citta’ capoluogo. Si potra’ obiettare che la crisi dipenda dalle scarse precipitazioni di quest’inverno. Questo fattore contribuisce ad aggravare una situazione di crisi gia’ in atto dallo scorso anno: difatti dal mese di luglio del 2016 molti comuni sono stati privati del prezioso liquido con distacchi notturni anche non programmati. Quindi e’ una questione di portata insufficiente alle esigenze dei nostri Comuni, che dovrebbe essere superata con l’accordo sul recente riequilibrio.

Ma e’ doveroso ricordare che la penuria d’acqua in vari territori d’Irpinia (come Montoro e Solofra) e’ stata causata anche da guasti e rotture dovute ad impianti vecchi e ad interventi di manutenzione a singhiozzo. A questo proposito giunge ad hoc il secondo intervento che riguarda la sostituzione della pompa di Cassano, la cui fornitura programmata e’ per il 10 luglio; poi seguira’ il montaggio e si spera che il tutto avvenga nel piu’ breve tempo possibile. E’ da dire che tale intervento andava fatto gia’ prima, almeno tre anni fa, e a quest’ora non staremmo a parlare di un’emergenza che pur bravi tecnici dell’Alto Calore stanno fronteggiando come possono.

Probabilmente gli interventi alle condotte idriche, essendo opere non visibili sono state considerate, a torto, meno prioritarie perche’ poco visibili dai politici di turno ,e quindi non portatrici dirette di voti e di consenso. Del resto l’Alto Calore, a mezzo del manager Lello De Stefano, fa intendere che le casse dell’Ente non dispongono dei capitali sufficienti, non solo per gli investimenti, ma neanche per la manutenzione programmata. Ci risulta inoltre che i crediti da riscuotere per utenze non pagate sono cospicui.

Probabilmente gravano sul bilancio costi fissi, come quelli del personale, superiori alla media che possono anche giustificarsi per ruoli tecnici importanti, ma non per quelli comuni. Assunzioni in massa ed inquadramenti contrattuali sovradimensionati di personale fatti in tempi di vacche grasse da politici insensati, orientati solo alle clientele, andrebbero dimensionati alla nuova situazione di crisi in cui versa l’Ente. Da un oculato manager ci si aspetterebbe soprattutto che intraprendesse una linea gestionale virtuosa, senza temere ritorsioni politiche, che in un’Irpinia ancorata alle vecchie logiche, sono sempre in agguato. Ce ne rendiamo tristemente conto!

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