Home Attualità Elital, questione fallimentare aperta quale futuro?

Elital, questione fallimentare aperta quale futuro?

Rischia di chiudersi entro la fine di febbraio la storia di Elital, azienda produttrice di pannelli fotovoltaici di proprieta’ dei fratelli Pugliese. Il tribunale ha riattivato la procedura fallimentare (ad opera dei giudici Paolo Feo, Anna Chiara Di Paolo e Patrizia Grasso) annullando la sospensione per l’esame di un concordato in bianco.

Non ha convinto l’ultima carta giocata dall’imprenditore frigentino che vantava l’acquisizione di una commessa con il governo libanese circa la fornitura di pannelli fotovoltaici per due anni di produzione. La commessa dell’importo di 62 milioni di euro sarebbe stata commissionata dall’on.Assem Kausou, proprietario terriero nonche’ parlamentare libanese. Ma evidentemente dai controlli effettuati qualcosa non avrebbe convinto gli inquirenti italiani che hanno visto nella proposta l’ennesimo tentativo di prendere tempo da parte del Ceo Pugliese.

La vita dell’azienda Elital e’ da tempo travagliata: i dipendenti (una settantina), dopo vari periodi di stanca della produzione,  non vedendo grandi speranze di rinascita, hanno chiesto la procedura fallimentare. Erano partiti gia’ nell’autunno dello scorso anno con la speranza di ricavare due anni di mobilita’; poi sfumata quest’occasione nel nuovo anno 2017 potranno beneficiare della Naspi.

Ora gli ex lavoratori sono soddisfatti in quanto non credono piu’ in Pugliese che, a loro avviso, e’ responsabile di essersi appropriato indebitamente dei fondi Cometa riguardanti le liquidazioni ad essi spettanti. Indispettiti dalla condotta del loro datore di lavoro i dipendenti avevano allegato alla richiesta della procedura fallimentare inoltrata al tribunale l’elenco dei default riportati dall’imprenditore Pugliese.

Fallimento della Oliit Scarmagno (Torino), con  condanna di cinque anni e due mesi; default della Ixfin di Marcianise; crac  dell’Avellino Calcio, che i tifosi avellinesi ricorderanno bene. Non e’ finita qui: l’elenco dei “successi” prosegue con i crac Elifrancese Saint’etenne e della Solland Silicon di Merano. Certo non si puo’ parlare di curriculum esemplare per un imprenditore verso cui ora la fiducia e’ azzerata.

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