Home Politica Elezioni Politiche 2018, nomine poco gradite: seguiranno rappresaglie?

Elezioni Politiche 2018, nomine poco gradite: seguiranno rappresaglie?

Il termine del 29 gennaio e’ passato e le nomine degli aspiranti onorevoli sono state designate. La selezione dei prescelti, sia nel centro destra che nel centrosinistra, ha provocato molti malumori che avranno sicuramente uno strascico alle prossime votazioni. Lo scontento non e’ dovuto solo alla delusione da parte degli esclusi, che se vi sono motivazioni oggettive, non e’ contestabile e ognuno se ne fa una ragione.

Il fatto e’ che si sono verificate delle mosse  a sorpresa: nella nostra area ad esempio vi e’stata la candidatura della new entry Massimiliano Carullo che ha nel palmares quattro anni di attivita’ come sindaco di Mercogliano ed ottimi rapporti con il clero ed il Governatore regionale, ma nessun trascorso in Fratelli d’Italia, il partito che gli ha concesso a sorpresa fiducia ed investitura; oppure la candidatura del costruttore D’Agostino (Insieme) al Collegio Uninominale alla Camera per Avellino e di Giuseppe De Mita (Civica Popolare) nelle coalizioni che fanno capo al PD.

Il primo e’ un candidato uscente, votato con Scelta Civica di Mario Monti  alle scorse politiche; ed il secondo, anch’egli uscente ma parte dell’UDC, quarta gamba del centro destra, fino al novembre scorso. Per far spazio a queste candidature sono stati sacrificati Rosetta D’Amelio, vice presidente regionale che, secondo logica poteva continuare a rappresentare in campo nazionale l’Alta Irpinia, terra d’origine e di vita vissuta.

La politica lionese non ha protestato piu’ di tanto, non sappiamo se per non arrecare atto di insubordinazione ad un PD provinciale gia’ nella bufera, oppure perche’ le e’stato promesso qualcos’altro. Colui che invece ha protestato vivamente e’ Enzo De Luca che, dopo anni di fedele militanza al partito e di politica regionale, aspettava che gli fosse concessa una chance a livello nazionale. Il Centro Destra e’ riuscito a fare anche peggio: ha candidato al collegio uninominale di Avellino un certo Pino Galati, avvocato calabrese divenuto onorevole con il gruppo Ala di Verdini e che non ha nessun legame o nesso con l’Irpinia o il beneventano.

E Forza Italia ha arruolato al Senato (nel collegio Caserta, Avellino, Benevento) un certo Claudio Lotito che ad Avellino conoscono solo come presidente delle societa’ calcistiche di Salernitana e Lazio! I Cinquestelle dal canto loro sono preoccupati di riempire il gap di competenze, per cui sono alla ricerca di personalita’ della societa’ civile, che siano affermate e soprattutto specchiati professionisti, novizi della politica. Almeno la coerenza di dichiararlo la hanno avuta.

Le scelte operate dalle direzioni dei partiti, a volte distanti dalle vicende locali oppure interpretate “a modo proprio” da delegati periferici, avranno delle ripercussioni sul voto. Perche’ non tutti i delusi diranno “obbedisco” al partito, alcune scelte sembrano aver provocato delle fratture insanabili nelle sezioni locali. Fratture che potranno portare a rimescolare le carte per cui anche i prescelti dovranno mettere in conto il rischio di fronde interne e sanno di non poter contare ciecamente sull’appoggio dei referenti tradizionali. Questi sono i “giochetti” della politica, non li stiamo certo scoprendo adesso, ma in questo frangente si ha l’impressione che si sia passato il limite della coerenza…

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