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Educazione alimentare: Slow Food lancia il progetto “Il cibo è conoscenza, è cultura”

Il Comune di Avellino sostiene il progetto sull’educazione alimentare e la conoscenza dei prodotti irpini nelle scuole cittadine.

“Il cibo è conoscenza, è cultura” una frase che racchiude il significato del progetto promosso da Slow Food Condotta Avellino e patrocinato dall’Amministrazione del Comune capoluogo.

Il comune di Avellino ha avviato un programma di comunicazione e di educazione alimentare nelle scuole primarie e secondarie di Avellino.

Dopo la conferenza stampa con la partecipazione dell’assessore alla Pubblica Istruzione Bruno Gambardella, il consigliere nazionale SF Lucio Napodano, Amalia Leo e la nutrizionista Marta Marini, la proposta è stata formulata ai rappresentanti degli Istituti scolastici presenti ad un incontro che si è svolto al secondo piano di Piazza del Popolo.

Al tavolo sono intervenuti i docenti dei seguenti Istituti: II Circolo, V Circolo, “F. Solimena”, “Perna-Alighieri”, “Regina Margherita-Da Vinci”, “Cocchia”. (foto in allegato)

Il consigliere nazionale Lucio Napodano, Carlo Iacoviello e la biologa-nutrizionista Marta Marini hanno illustrato il senso del progetto della Condotta Slow Food di Avellino che proporrà negli istituti scolastici comunali degli incontri finalizzati alla conoscenza dei prodotti irpini tradizionali e genuini e illustrerà agli studenti le linee guida per un’alimentazione sana e corretta.

Durante le lezioni svolte da un biologo nutrizionista affiancato da soci di “Slow Food Avellino” gli alunni avranno la possibilità di scoprire e conoscere le caratteristiche salutari dei prodotti della nostra terra (marmellata, confettura di frutta e ortaggi, olio extravergine di oliva Ravece DOP, formaggi, dolci e prodotti da forno).

Gli incontri nelle scuole di pertinenza comunale saranno organizzati con frequenza mensile, in date da concordarsi. Sono inoltre previste degustazioni e somministrazioni di prodotti forniti da aziende irpine provviste delle necessarie autorizzazioni sanitarie ed operanti con materie prime e metodi biologici.

All’incontro anche la socia Carmen Vecchione che, con un esempio, ha spiegato come sottoponendo ai bambini due merendine identiche saranno loro stessi a capire quale è quella realizzata in maniera industriale e quale quella preparata con prodotti di qualità nelle proprie case.

Per gli incontri presso le scuole, compreso l’occorrente per le degustazioni (stoviglie, tovaglioli, ecc) non è previsto alcun compenso a favore di Slow Food.

“Dopo i giovani studenti, vogliamo incontrare i loro genitori e il corpo docente- ha detto Lucio Napodano- perché una corrette educazione alimentare deve interessare tutti per essere efficace”.

“Il nostro scopo- ha concluso Carlo Iacoviello- è poter dire la nostra sulla definizione delle materie prime utilizzate per le mense scolastiche, perché l’elemento discriminante non sia il basso costo del servizio, ma la qualità dei prodotti offerti ai ragazzi”.

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