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Con lo ZES concrete possibilita’ di sviluppo in Irpinia

C’e’ la concreta possibilita’ di inserire e rilanciare parti d’Irpinia nelle Zone Economiche Speciali (Zes) della Campania. La proposta potra’ essere avallata dal Governo ed inoltrata alla Commissione Europea. La sperimentazione riguardera’ dapprima la Valle Ufita, collocata in prima fascia e, successivamente con la seconda fase, anche le zone del Calaggio e di Pianodardine.

Tali progetti rientreranno nei documenti base di una strategia comune tra il Ministero delle Politiche di Coesione (rappresentato dal neo nominato De Vincenti), il Ministero delle infrastrutture e quello dello Sviluppo Economico. Tra gli altri progetti presentati i Porti di Napoli e Salerno, l’Area Est di Napoli, la zona industriale di Salerno, l’area di Bagnoli ed ex Nato, le aree produttive del porto di Castellammare e dell’agro nocerino sarnese, gli interporti delle aree di consorzio Nola, Acerra e Marcianise, l’area di Valle Ufita. Nella seconda fascia sono comprese le aree della valle dell’Irno e Fisciano, Castel San Giorgio e Mercato San Severino; le aree di Pianodardine e del Calaggio, l’area di Teverola , Carinaro e Gricignano.

Le Zes (Zone Economiche Speciali) non costituiscono prerogative di governo locale, ma sono gia’state sperimentate in Europa (una settantina) e nel mondo (2700). Nascono con l’esigenza di far proliferare e rendere operativi gli investimenti produttivi a livello internazionale, grazie ad agevolazioni ed esemplificazioni. Incentivi finanziari iniziali, agevolazioni fiscali e snellezza burocratica favoriscono il sorgere ed il perdurare di attivita’ altrimenti penalizzate da costi onerosi.

I benefit si concretizzano in riduzione d’imposta per assunzioni e costo del personale, nei canoni di locazione e nelle utenze. Dal canto loro gli imprenditori privati devono sottoscrivere un impegno serio e duraturo, garantendo piani di gestione pluriennali. Questo per evitare di incorrere nelle precedenti campagne di sviluppo delle aree industriali che hanno visto, nelle nostre zone, numerose aziende chiudere i battenti dopo essersi avvalse di fondi agevolati sia per le infrastrutture che per le attivita’ di gestione.

Nella nostra provincia, il 70% delle aziende sorte negli anni ottanta, erano costituite da ampliamenti e delocalizzazioni di attivita’ funzionanti con profitto altrove: solo che alle prime difficolta’ di mercato i titolari hanno abbandonato le imprese stesse sospendendo le attivita’ e mandando il personale a casa e lasciando le infrastrutture come cattedrali nel deserto.

Con le Zes per l’ Irpinia si riprova. I precedenti ci sono. Nel milanese le prime sperimentazioni hanno funzionato. In Europa esse hanno ottenuto finora risultati, in molte nazioni, quali Polonia, ma anche Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Romania, Slovenia, Spagna e Gran Bretagna. A livello planetario la Cina ha sfruttato queste opportunita’ per importare know how e impiantare sul proprio territorio aziende simili a quelle europee o americane.

Quella delle Zes puo’ costituire sul nostro territorio un ‘arma per combattere la desertificazione industriale, puo’ essere il volano per il ritorno delle aziende produttive, o almeno il riutilizzo delle strutture e per frenare quell’emorragia di risorse umane, di manodopera sia operaia che intellettuale, verso il nord Italia o l’Es tero.

In quest’ottica in Irpinia priorita’ e’ data alla Valle Ufita che, alla ripresa del polo produttivo degli autobus con Industria Italiana Autobus, puo’ affiancare senz’altro il polo agroalimentare, settore nel quale l’Irpinia vanta numerosi prodotti d’eccellenza. Si sta parlando con sempre maggior insistenza dell’idea di piattaforma logistica dell’Ufita con la possibile realizzazione del Polo del Freddo per la conservazione dei prodotti alimentari. E’ stata intanto confermata la realizzazione della stazione in Valle Ufita dell’Alta Capacita’ che potra’ portare l’utile collegamento ferroviario all’Industria Italiana Autobus.

Senza contare che la posizione strategica di quest’area, situata a distanza equivalente tra i due mari, potra’ fungere da stazionamento per il transito delle marci internazionali. Difatti dopo l’attraversamento del canale di Suez le merci provenienti dall’Oriente vanno ad attraversare lo stretto di Gibilterra perdendo tre o quattro giorni in navigazione. Potenzialmente la Valle Ufita, essendo in posizione baricentrica rispetto al Mediterraneo, puo’ costituire quell’area logisticamente strategica ove le merci possono stazionare per diverso tempo prima di riprendere il cammino per le destinazioni finali.