Home Dai Comuni Con il nuovo Ato la gestione dei rifiuti torna ai sindaci

Con il nuovo Ato la gestione dei rifiuti torna ai sindaci

Il prossimo 6 febbraio al Comune di Avellino si riuniranno i Sindaci d’Irpinia (o i loro rappresentanti) e da questa assise scaturirà l’Ente d’Ambito, che determinerà il funzionamento del ciclo urbano dei rifiuti di Avellino e dei comuni della provincia.

Si tornerà quindi a una gestione locale, dopo aver vissuto gli anni bui del commissariamento (dall’anno 2000 in poi) e la provincializzazione dall’anno 2009.

Sara’ quindi costituito l’Ente d’Ambito (EDA), composto da 12 membri che rappresenteranno tutti i comuni della provincia, divisi in fasce: i comuni con più di 30.000 abitanti, quindi il solo capoluogo, avrà un seggio; la seconda fascia, quella dei comuni compresi tra 5.000 e 30.000 abitanti avrà cinque seggi, mentre la terza, comuni fino a 5.000 abitanti, avrà i restanti sei seggi.

Non dovrebbe esserci bagarre per le elezioni, visto che si profila, sulla base di un‘ intesa istituzionale, la presentazione di una lista unica; ma la politica, si sa, e’ imprevedibile e fino al 1° febbraio, termine utile per la presentazione delle candidature, sono possibili avance diverse dagli schieramenti politici. Si pensi a ciò che e’ avvenuto per la gestione dell’acqua in cui, a dispetto della legge 15 del dicembre 2015, che vorrebbe l’accorpamento tra le province di Avellino e Benevento, sono rimasti in piedi entrambi gli enti d’Ambito.

I problemi nel settore dei rifiuti sono diversi ed irrisolti. Il costituendo Ente d’Ambito dovrà per prima cosa innalzare le percentuali della raccolta differenziata, portandola al 65% , come obiettivo minimo, considerato che attualmente e’ sul 50%, con punte in negativo del 40%. Per ciò bisognerà potenziare gli impianti, adeguando lo STIR al trattamento dell’umido, che invece viene attualmente trasportato al nord, con notevole incidenza dei costi di trasporto; nello stesso tempo si potrà favorire la creazione di due biogestori, a Chianche e Conza, che hanno offerto siti e disponibilità. Certo il sequestro dello Stir avvenuto proprio ieri su provvedimento del procuratore Cantelmo vieta l’utilizzo e la disponibilità immediata di tale impianto, mentre i siti di Chianche e Conza, specie il primo, vanno verificati per la vicinanza ai nuclei abitativi e quindi per non incorrere nei paventati critici problemi ambientali della Valle del Sabato.

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