Home Attualità Comune di Avellino, Stir e Migranti: zero a zero

Comune di Avellino, Stir e Migranti: zero a zero

L’assise cittadina convocata per venerdì pomeriggio + andata miseramente deserta. Si doveva discutere dell’ampliamento dello Stir e del problema dei migranti in città, e l’assemblea cittadina ha raggiunto la quasi unanimità, quella delle assenze.

Quindi nulla di fatto, la discussione dei problemi sul tappeto è rimandata a data da destinarsi. Unico assente giustificato il Sindaco Foti che ha dovuto correre per un malore della madre, cui auguriamo pronta guarigione.

L’assessore all’Ambiente Augusto Penna ha cercato di giustificare le assenze, accampando la “solidarieta’ al Sindaco”. Si e’ visto invece il consigliere Gianluca Festa affacciarsi e scomparire subito: avrà pensato essere più opportuno far parte della schiera degli assenti, anzichè occuparsi delle istanze del pubblico presente in sala. C’era una folta rappresentanza del Comitato della Valle del Sabato, che non ha nascosto il disappunto per l’ennesimo rinvio della problematica ambientale della loro zona, in merito alla quale si deve decidere dell’ampliamento dello Stir.

Ma come spesso accade in questa consiliatura a Foti viene addossata la croce dei problemi, alla cui non risoluzione concorrono un po’ tutti, sia la maggioranza più lacerata che divisa, che l’opposizione, tutt’altro che costruttiva. Sul groppone dell’assessore Augusto Penna restano l’incombenza di decidere, in un tempo che si fa sempre più breve, sulla decisione di ricorrere o meno al Tar contro la determina dirigenziale (60 giorni il termine del ricorso) della Regione circa la realizzazione di un impianto di compostaggio presso lo Stir di Pianodardine.

Senza considerare che nello stesso tempo è stato affidato allo Stir un carico di lavoro aumentato a 36mila tonnellate di umido all’anno, in base alla determina dalla Giunta Regionale, contro cui finora non e’ stata sollevata alcuna obiezione dalla Giunta Irpina. Il PD cittadino vive nel dilemma tra contrastare la decisione in merito del Governatore De Luca e tutelare le ragioni della popolazione che vive nella Valle del Sabato.

L’altro argomento rimasto inevaso nella mancata seduta odierna è quello della destinazione dei migranti. Dopo un anno di sterili polemiche non si sa ancora a chi affidare i 150 migranti che pure la legge ci impone di ospitare (il rapporto di norma e’ di 3 ogni mille abitanti). Dopo la non edificante esposizione delle lenzuola bianche in via Francesco Tedesco l’assessorato alle politiche sociali dovrebbe prendere una decisione. O aderire allo Sprar (sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) o affidarli alle cooperative sociali.

La prima soluzione, ideale sotto il profilo della
gestione totalmente pubblica, con il Comune che gestisce e riceve i fondi, consente di ospitarne soltanto 60 per volta. Oppure consentire l’affido alle cooperative che ricevono i fondi e gestiscono in proprio le attività dei gruppi di migranti. Ma si decida! Se Monteforte riesce ad ospitare 300 migranti, e se Ospedaletto, Mercogliano e Prata li accolgono da tempo, perchè la citta’ Capoluogo non riesce a sbrogliare la matassa?

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