Home Sport Basket Brescia è già dimenticata. La Scandone Avellino batte Torino 72-63

Brescia è già dimenticata. La Scandone Avellino batte Torino 72-63

Basket Serie A – Un’altra vittoria e, soprattutto, un’altra prestazione convincente. Dopo il bel successo in Turchia nell’esordio in Champions League, la Scandone batte a domicilio una coriacea Fiat Torino, dimenticandosi subito del brutto passo falso di Brescia. Il 72-63 finale racconta di una partita che la Scandone ha vinto in difesa, soprattutto nel secondo tempo, dove ha tenuto uno dei migliori attacchi del torneo (sulla carta) a soli 26 punti (e 12 nel quarto decisivo). All’orizzonte due trasferte per i biancoverdi: Nanterre in coppa e Pistoia in campionato.

Come nelle ultime uscite c’è Fesenko in quintetto nonostante la non perfetta forma. Torino è squadra costruita per competere ad alto livello: profonda, con talento e fisicità. L’inizio è tutto di Lamar Patterson, uno che ha giocato per davvero in Nba: l’ala di coach Banchi crea tiri per tutti trascinando i suoi sul 13-17. La Scandone risponde alla Fiat grazie ad un ottimo Leunen e ad una difesa che sale di tono grazie alla presenza di Ndaye: le percentuali per la Fiat si abbassano e i lupi chiudono in crescendo il primo quarto andando al riposo sul 23-28, nonostante i due personali per Wells e Rich.

Un libero di Scrubb segna il massimo vantaggio per i lupi ad inizio secondo quarto (24-18) ma Torino rientra subito con la panchina (ottimi Washington e l’irpino Iannuzzi) e sorpassa sul 28-33. Come nella prima frazione, però, l’ultima parole è ancora della Sidigas che con un parziale di 10-2 costringe al time out Banchi e chiude il primo tempo sul 38-37.

C’è Rich ma non Wells nel quintetto iniziale di coach Sacripanti ma, soprattutto, c’è Bruno Fitipaldo. Il play uruguaiano segna 8 punti in fila, arrivando a quota 16 di bottino personale e segnando il massimo vantaggio per i suoi sul 46-37. A fermare i lupi arriva il terzo fallo (molto dubbio) di Rich che blocca i lupi e permette a Torino di rientrare con un contro parziale di 0-9 e pareggiare. Ma da qui in poi la difesa di Avellino sale di tono in maniera perentoria, prima chiudendo il terzo quarto sul 55-51 e poi lasciando la Fiat praticamente senza tiri (grazie al lavoro sporco di un fantastico Ndiaye) per i primi 3 minuti dell’ultimo periodo. E’ qui che prima le folate di Wells (ancor a corrente alternata, ma comunque positivo) e poi la classe di Leunen chiudono il match.

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