Home Sport Basket Basket, Scandone: serata magica. Battuta la capolista Milano 80-68

Basket, Scandone: serata magica. Battuta la capolista Milano 80-68

Una serata magica al PalaDelMauro. La Scandone batte la super capolista Milano davanti a 5000 persone cariche di entusiasmo, addirittura ribalta la differenza canestri e si riprende il secondo posto in classifica.

Contro la squadra più fisica del campionato, Avellino non è mai andata sotto, non ha avvertito minimamente l’assenza di Cusin grazie alla super prestazione sui due lati del campo di Fesenko (20 punti, 11 rimbalzi, 11 falli subiti e una presenza difensiva costante) e ad un Retin Obasohan mai così decisivo.

Nell’80-68 finale però, brilla anche un supporting cast che si è fatto trovare pronto, con un Zerini eroico. Solo con l’apporto di tutti si poteva pensare di battere Milano, comunque meno brillante della squadra vista nelle ultime uscite (il doppio turno di Eurolega tende ad avere il suo peso). Questa squadra ha dimostrato di poter gestire questo mese senza Champions League (ma con le Final Eight) anche senza il suo centro titolare, ma la sensazione è che qualcuno (quasi sicuramente un centro comunitario a gettone) arriverà.

La partenza di Avellino è da grandi occasioni. 5 punti di Thomas lanciano il 7-2 di inizio partita in un PalaDelMauro da subito bolgia. Milano prova a tenere fuori dalla partita Ragland, ma Avellino è preparata e costruisce sempre il vantaggio passando dal solito Leunen e, soprattutto, gioca nella sua metà campo in maniera spettacolosa, non andando mai sotto fisicamente contro l’unica squadra più pesante del lotto.

Difesa vuol dire transizione che Avellino gioca in maniera magistrale come dimostra l’11\14 dal campo (con 10 assist e  4\6 da tre) del miglior quarto giocato in stagione. Il tennistico 30-15 di fine primo quarto va quasi stretto ai lupi, anche perché dall’altra parte c’è Milano che apre il secondo quarto con ben altro piglio.

Repesa prova ad alzare i ritmi, con zone press e raddoppi che portano Avellino a perdere palle (ben 6 nel quarto) e a tirare in emergenza allo scadere dei 24 secondi. In 7 minuti l’Olimpia torna sul –5 (38-33) ma l’ultima parole del primo tempo è di Ragland che si accende con 9 punti (senza errori) che portano la Scandone sul 47-36 del riposo lungo. Le percentuali supportano i lupi che tirano 18\27 dal campo con 6\11 da 3 e 15 assist: roba da stropicciarsi gli occhi.

Un Fesenko super nel primo tempo (14 punti, 7 rimbalzi e 6 falli subiti) trova subito il terzo fallo di Macvan, ma, più di tutto, sono le percentuali di Avellino a continuare ad essere impressionanti. Prima Ragland, poi il miglior Obasohan della stagione da 11 punti nel quarto con 3 triple riscavano il solco fino al massimo vantaggio del 63-46.

Milano ci prova anche, ma Repesa non trova mai il quintetto definitivo e, soprattutto la Scandone la ricaccia sempre indietro, scoraggiando qualsiasi tentativo di avvicinamento. Il terzo quarto lo vince ancora Avellino e dopo 30 minuti il controllo di Avellino sulla partita più chiaro di quanto dica il 63-51 del tabellone. Dopo 3 quarti a tutta, ad inizio ripresa le due squadre tirano il fiato: non segna nessuno a cronometro in movimento, prima che una tripla di Sanders riaccorci fino al 63-56.

Avellino sembra sulle gambe per il grande sforzo dei primi 3 quarti: ci vuole una giocata estemporanea per ricacciare definitivamente indietro l’Olimpia e, ovviamente, non può che farla capitan Gren che con un gioco da 4 punti fa scappare definitivamente Avellino sul 69-60. Mancano ancora 4 minuti, Milano ci prova anche con la 1-3-1 ma Avellino non si girerà mai più indietro. Finisce 80 a 68 per gli irpini.

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