Home Dai Comuni Avellino, nel 2017 l’Ente Idrico Campano avra’ gestione ordinaria

Avellino, nel 2017 l’Ente Idrico Campano avra’ gestione ordinaria

Il rinnovo dei vertici del distretto “Calore Irpino” avverra’ il 19 dicembre a Benevento, in quanto comune piu’ popoloso e vi parteciperanno i delegati delle province irpina e sannita. Presso palazzo Mosti si riuniranno i 194 sindaci dal cui enclave ne usciranno 30 che rappresenteranno oltre ai Comuni Capoluogo quelli di seconda e terza fascia. I prescelti faranno parte dell’Ente Idrico Campano, in base alla legge di riordino del servizio idrico integrato. Queste elezioni daranno un direttorio all’ente interprovinciale delle acque e porranno fine alla fase commissariale in vigore da dieci anni.
Con la rappresentanza politica si potranno affrontare piu’ capillarmente i problemi che affliggono il bacino delle acque, anzitutto i sindaci, conoscitori del territorio, vigileranno sul depauperamento dei corpi idrici e dei fiumi, spingeranno sulla riqualificazione delle infrastrutture, quali acquedotti, fognature e depuratori e faranno da sentinelle sul tema della sicurezza prevenendo il dissesto idrogeologico. Negli anni scorsi, a causa della scarsita’ di acqua, sono stati effettuati prelievi dalle falde in profondita’, andando ad attingere nei fondi delle riserve idriche e compromettendo il ricambio ciclico e naturale delle acque; in alcuni casi si sono provocate lacerazioni e travasi dei corsi d’acqua nelle falde profonde con contaminazione ed inquinamento dati dall’abbassamento della piezometria. Quindi piu’ volte si e’ dovuto ricorrere alla riparazione degli scarichi fognari e degli impianti di depurazione. Proprio a causa delle perdite subite il livello medio della portata e’ sceso ai 950 litri al secondo, mentre il fabbisogno medio si attesta in 3250 l/s.
Per quanto riguarda le province di Avellino e Benevento l’Alto Calore Servizi, che e’ l’ente di maggior portata riesce a soddisfare il fabbisogno di 442.170 abitanti corrispondente al 65% della popolazione.
Le sorgenti irpine, stando al censimento del 2012, riescono a realizzare una portata di 8770 litri al secondo. Nello specifico le maggiori sorgenti sono quelle di Cassano Irpino e Caposele che producono 5.763 l/s, Serino con 2.000 l/s e Montemarano con 274 l/s. Della portata totale di 8770 litri solo il 20% e’ usufruito dall’ambito Ato, mentre l’80% va a servire il napoletano da un versante e la Puglia dall’altro. Per il principio della sussidiarieta’ nulla da obiettare, ma e’ anche giusto che le province che beneficiano della preziosa risorsa idrica siano adeguatamente presenti anche in occasione delle riparazioni delle condotte, della salvaguardia idrogeologica e della prevenzione dei guasti che provocano inquinamento.

I sindaci dell’Ato irpino, come Marino Sarno di Volturara, Ferruccio Capone di Montella, nonche’ Carmine Ragano di S.Stefano del Sole hanno reclamato un giusto riconoscimento ai comuni ove hanno sede le sorgenti. Il sindaco marino Sarno, neo consigliere provinciale, si e’ sfogato riferendo di essersi trovato solo ad affrontare un recente problema cui ha dovuto provvedere con un’opera di bonifica dovuto all’inquinamento delle falde.

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