Home Sport Avellino Calcio Avellino: Izzo al Torino beffa la società, ecco perchè

Avellino: Izzo al Torino beffa la società, ecco perchè

Il trasferimento del difensore Armando Izzo al Torino non solo può considerarsi come un vero e proprio salto di qualità per il calciatore che, dopo aver vestito quattro anni la maglia del Genoa, si trasferisce nella società piemontese. L’Avellino cercava di ricavare qualcosa dalla sua cessione, secondo accordi presi con la società di Preziosi. In realtà, non sarà la cessione di Izzo al Torino a far decollare il mercato degli irpini, per via di una clausola particolare

Armando Izzo al Torino: tutti i dettagli del trasferimento

Armando Izzo è un nuovo calciatore del Torino. L’ufficializzazione è arrivata da parte della stessa società, attraverso un comunicato: “Il Torino è lieto di comunicare di aver acquisito a titolo definitivo dal Genoa CFC il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Armando Izzo”.

Il difensore napoletano classe 1992 aveva vestito la maglia del Genoa per quattro stagioni, collezionando 101 presenze e 2 gol, tra campionato e Coppa Italia. Il trasferimento è avvenuto per 10 milioni di euro totali (comprensivi di bonus): il difensore, che si è detto essere molto contento e carico, percepirà 1,2 milioni a stagione fino al 2023. Ma ad essere interessate al trasferimento non erano soltanto le due società: alla porta anche l’Avellino, dove il difensore aveva militato per tre stagioni (dal 2012 al 2014). A quanto pare, però, il trasferimento è una vera beffa per la società di Taccone.

Una clausola beffa l’Avellino

L’Avellino sperava di ricavare una piccola percentuale dalla cessione di Armando Izzo al Torino. Secondo gli accordi presi con  il presidente Preziosi, infatti, era stata inserita una percentuale sulla futura rivendita del difensore napoletano.

Tuttavia, però, la clausola riguarda soltanto le squadre estere, e non quelle italiane. Di conseguenza, dei dieci milioni di euro che guadagnerà il Genoa, neanche una minima percentuale sarà percepita dalla società irpina, beffata da un accordo preso, nel 2014, con il presidente del Genoa Preziosi.