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Avellino, in discussione la Metropolitana leggera

L ’Amministrazione Comunale di Avellino e’ disposta a confrontarsi con tutte le parti politiche circa l’opportunita’ e l’utilita’ dell’adozione della metropolitana leggera. Il progetto e’ datato anno 2000, era Di Nunno;  l’intento primario era di decongestionare il centro dal traffico, dotando la citta’ di mezzi di trasporto pubblico che limitassero inquinamento ambientale ed acustico. Ma negli anni molte cose sono cambiate e ci si e’ accorti, con l’installazione dei pali, dell’invasivita’ dell’opera e dell’assenza di parcheggi di interscambio, perche’a suo tempo non previsti.

A distanza di una quindicina di anni ci si chiede se vi e’ necessita’ della metropolitana leggera ad Avellino. Il problema e’ stato sollevato nell’assise cittadina dal consigliere del gruppo “Democratici per Avellino” Massimiliano Miro, spalleggiato da Giancarlo Giordano parlamentare di Sinistra Italiana e dal consigliere di opposizione Dino Preziosi. Il Sindaco Paolo Foti ne ha preso atto ed ha promosso una discussione da intavolare subito dopo le festivita’ natalizie.

Il progetto iniziale

Il progetto iniziale doveva interessare un’area che spaziava da Atripalda a Mercogliano attraverso il Capoluogo e prevedeva una spesa di 47 miliardi di lire erogati dal ministero dei Trasporti per il 60% e dalla Regione Campania per il restante 40%. E lo stesso progetto non prevedeva l’installazione degli enormi pali piantati oggi in quanto doveva esserci una monorotaia su cui circolassero i mezzi. Ma l’idea non e’ da buttar via, se pensiamo che nelle migliori citta’, come Milano, Torino o anche Roma e Napoli circolano ancora i tram e i bus a trazione elettrica.

Oggi da molti la metropolitana leggera e’ considerata un’infrastruttura obsoleta e inutile in quanto il bacino di utenza sarebbe limitato. Certo nelle grandi citta’, a causa del traffico e della carenza di parcheggi, i mezzi pubblici vengono utilizzati da tutti, dall’operaio al manager; nella nostra cittadina, che pure ha problemi analoghi, quali traffico e smog, chissa’ per quali reconditi motivi (pigrizia o mentalita’?) i mezzi pubblici sono costretti a ridurre le corse e a non poter abbassare il costo dei biglietti perche’ l’utenza scarseggia.

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