Home Attualità Autostazione di Avellino ferma da 31 anni: c’è l’inchiesta

Autostazione di Avellino ferma da 31 anni: c’è l’inchiesta

Avellino – Anche Giobbe si sarebbe ribellato! Non e’ concepibile che un’infrastruttura importante come l’autostazione di Avellino, i cui lavori iniziati nel 1986 e giunti ad uno stato del novanta per cento di avanzamento, non riesca ad aprire i battenti. Progettata all’inizio degli anni ottanta, ideata dall’arch. Petrignani, fautore del penultimo Piano Regolatore della citta’ e sotto la spinta di Enzo Venezia, sindaco dell’epoca, questa mega opera, che si avvaleva di un budget iniziale di 7/8 miliardi di lire, aveva lo scopo di decongestionare il centro cittadino dalla presenza ingombrante e dalla mobilita’dei mezzi di trasporto pubblico.

Quasi subito venne alla ribalta un errore di valutazione tecnica in quanto i moderni autobus a due piani non passavano attraverso gli ingressi, progettati con altezze non adeguate. Cosi’ si provvide ad una variante costata svariati miliardi ed una decina d’anni di ritardi.

Si e’ giunti quindi agli albori del nuovo millennio, epoca in cui la proprieta’ dell’autostazione e’ passata dal Comune all’Air spa per una somma di 12 milioni di euro. La stessa operazione vedeva anche il passaggio delle societa’ di trasporto pubblico Cti-Ati, incorporate dall‘Air spa che, per tale acquisizione si e’avvalsa di un cospicuo contributo regionale.

Arrivati all’anno 2005 per l’apertura mancavano degli adeguamenti quali le scale mobili e le pensiline per i quali venne incaricata un‘Associazione temporanea di imprese, delle quali una delle tre falliva ed i lavori si interrompevano innescando contenziosi ed arbitrati.

Ci si trascinava fino al 2013 quando mancava un altro tassello: il parcheggio esterno alla struttura per il quale il Comune non riusciva ad espropriare le aree ai privati reclamanti diritti su quella zona che fa parte della scheda urbanistica Ni01. E cosi’ arriviamo ai giorni nostri: per il completamento manca un pre-collaudo, in particolare per l’area di tremila metri quadri per il parcheggio di media sosta degli autobus.

Sapra’ il Comune di Avellino recuperare tempo perduto con procedure d’urgenza? Ne dubitiamo fortemente, la citta’ aspettera’ ancora. Le colpe dell’ingiustificabile ritardo di tanti anni vanno ripartite, secondo noi, tra tutti gli enti preposti, tra il Comune che non si e ‘ attivato, la Regione che non ha vigilato sulle azioni della Partecipata e l’Air stessa che, pur avvalendosi di un manager Preziosi, non e’ riuscita fare alcun miracolo, come era lecito aspettarsi! Non vuole essere questa una malevola battuta mossa da invidia, ma che si ponga freno a costose elargizioni di denaro pubblico per gli stipendi dei manager, ci sembra cosa giusta e doverosa. Ci auguriamo anzi che De Luca, in qualita’ di Governatore della Campania, continui a fustigare tali facili costumi che generano spreco, che una Regione come la Campania proprio non puo’ permettersi…

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