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Autismo, prevista una rete di assistenza regionale per l’erogazione di servizi

Autismo. La  Campania prevede di realizzare  una rete di assistenza regionale per l’erogazione di servizi, da quelli territoriali a quelli ospedalieri, con la istituzione di equipe  multidisciplinari per la presa in carico, la diagnosi e la cura delle persone in età evolutiva che ne sono affetti.

E’ quanto  dispone  la legge, approvata  il 12 settembre ’17  dal Consiglio regionale nel suo testo unificato, all’unanimità ( 36 i voti favorevoli e 7 astenuti) che ora  attende il suo definitivo varo. La  legge è stata adottata in applicazione della legge  18 agosto 2015, n. 134, già vigente al 12 -9-2015.

A questo punto la domanda è : che cosa cambia, ora, per i malati e le loro famiglie?  Nell’immediato quasi nulla; per questo  ora è essenziale  che tutti  vigilino  attentamente  sulla sua attuazione,

In Campania sono oltre 24 mila i ragazzi autistici al di sotto dei 18 anni,  e, come è stato  detto  al convegno  sull’autismo e la scuola , che si è tenuto   alla Mostra  d’Oltremare a Napoli  nell’aprile scorso,    noi tutti dobbiamo evitare  che questi ragazzi diventino invisibili dai 18 anni in su e vengano considerati dei “fantasmi”.

In virtù di questa nuova legge, l’assistenza  alle persone in età evolutiva   con disturbi dello spettro autistico, d’ora in poi,  dovrà essere omogenea  su tutto il territorio regionale.

La Regione  deve    indicare specifici obiettivi  ai direttori generali delle ASL, per cui definisce   il ruolo  delle famiglie e delle associazioni, che saranno protagoniste dell’assistenza. La regione  costituirà  due organismi  di indirizzo: la Consulta regionale  e la Commissione tecnico scientifica con precisi compiti;  Costituirà la rete regionale integrata dei servizi per la diagnosi precoce, la valutazione multidisciplinare e la definizione  dei piani terapeutici personalizzati, di cui fanno parte  il Centro  Unico  per la psichiatria  dell’infanzia e  dell’adolescenza (Cuniasa) di ciascuna ASL e i nuclei di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza  (Nnpia) ospedaliere e universitarie, i servizi di riabilitazione  pubblici e privati autorizzati.  La Regione dovrà  individuare infine uno o più centri  regionali per l’autismo tra gli enti del servizio sanitario  regionale per le attività di formazione continua   degli operatoti del settore sanitario e sociale.

Ma la Regione Campania è pronta  a realizzare tutto questo  per dare completa attuazione alla legge regionale sull’Autismo  da poco varata?

Sembra difficile che ciò possa accadere, almeno in tempi brevi e/o medi.    Quindi la Regione  non sarà in grado di assicurare, in tempi ragionevoli,  direttamente con proprie strutture e proprio personale, come  è già avvenuto in altre regioni d’Italia (prima fra tutte forse la Lombardia)   il trattamento  delle  persone  con disturbi dello spettro autistico,   come è previsto dalla recente legge,  né potrà ricorrere alla attività  delle strutture  private,  che sono davvero poche in Campania,  rispetto al fabbisogno complessivo ( che ora è certamente  diverso dai dati evidenziati)  forse anche per l’assenza di una specifica disciplina. Orbene, poiché il recente inserimento nei LEA    delle prestazioni attinenti allo spettro autistico  non è garanzia  sufficiente a far sperare  che  tale livello essenziale  di  assistenza  sia  garantito per tutti, in special modo per i meno abbienti, in maniera gratuita o attraverso il pagamento di un ticket , i cittadini e le famiglie interessate, spesso organizzate in associazioni,  dovrebbero, tutti insieme, poter   suscitare un maggior coinvolgimento  della regione e degli enti locali,  per evitare  che la volontà del parlamento, espressa  sufficientemente nella legislazione esistente,  diventi un progetto velleitario e/o  una promessa  non  mantenuta.

A cura dell’avv. Antonio Battista

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