Home Dai Comuni Atripalda, l’amministrazione annuncia un nuovo progetto sulla segnaletica stradale

Atripalda, l’amministrazione annuncia un nuovo progetto sulla segnaletica stradale

Atripalda: L’amministrazione  comunale ha annunciato  che è stato effettuato il primo passo di un progetto importante e ambizioso che riguarda l’integrazione e il rinnovo della segnaletica stradale presente nella città. A metà settembre una conferenza stampa dell’assessore competente sull’argomento.

Dopo l’approvazione del Bilancio Comunale,  che ha messo a nudo le reali risorse del paese e  la immane posizione debitoria del comune,  di fronte alla  quale  certamente  non  c’è da stare allegri, le iniziative di spese intraprese dall’amministrazione comunaleper rinnovare la segnaletica stradale lungo le strade cittadine, che costituiscono “solo il primo passo di un progetto importante e ambizioso che riguarda l’integrazione e il rinnovo della segnaletica presente su tutto il nostro territorio”, come ha affermato il responsabile politico del settore,  sono  destinatea turbare il sonno dei cittadini atripaldesi e di tutti i contribuenti, ma anche di tutti coloro che frequentano Atripalda  per lavoro e per attività commerciali e professionali.

E’ di qualche giorno fa, infatti,  la notizia  dell’inevitabile  differimento dell’istallazione  dell’avvio dell’autovelox che  avrebbe  dovuto portare nelle casse comunali oltre 2 milioni di euro nel 2016, previsione  di entrate insussistenti e. pertanto,  irrealizzabili, e, malgrado ciò si annunciano, nel settore  della circolazione stradale, spese considerevoli improduttive. Vogliamo sperare  almeno che  nelle intenzioni  degli amministratori  non si sia formata  la convinzioneche le nuove scelte servano innanzitutto a  moltiplicare  le entrate da multe per violazioni del codice della strada, peraltro   dimenticando che nel comune di Atripalda è già stato  considerevolmente aumentato da qualche tempo  l’importo  delle multe facendolo avvicinare al massimo  previsto dal codice stradale  ( € 97,00).

E’ evidente, dal tenore delle dichiarazioni dell’assessore competente, che sull’argomento ha annunciato anche una conferenza stampa a metà settembre,  che l’amministrazione comunale ha inteso fare una scelta di priorità, tra gli impegni di programma assunti in campagna elettorale, peraltro pubblicati sulla  testata Irpinianotizia.it   a cura di Marco Grasso , tra i quali  primo fra tutti  veniva indicato“La cultura e la valorizzazione del patrimonio culturale” al fine di valorizzare i beni culturali come volano per un razionale turismo culturale, ciò con  espresso riferimento al  parco archeologico dell’Antica Abellinum  e  alla Dogana dei Grani.  Ebbene appare evidente  che  l’amministrazione comunale di Atripalda, invece,   con i primi atti  di spesa  abbia evidentemente  preferito investire   risorse  consistenti  in tutt’altra direzione.Sarebbe stato senz’altro più utile  affrontare da subito il problema dei  beni culturali,  come la Dogana dei Grani che ha da qualche tempo chiuso i battenti per la cessazione del comodato d’uso con la Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di AV-SA, per la quale , non più tardi dell’aprile scorso,  il  competente assessore  dell’epoca aveva ipotizzato  la ripresa dei colloqui con la Soprintendenza  per raggiungere  linee di intesa per una gestione congiunta della struttura , contenente aree destinate alla conservazione di opere museali,  e spazi per  esposizioni e convegnistica. Una iniziativa importante,  questa  che si poteva avviare da subito, a costo zero,  unitamente al ripensamento di una  valorizzazione degli scavi archeologici, di cui allo stato si prende cura crediamo  con molti sacrifici la Pro-loco. L’amministrazione avrebbe potuto, con riferimento ai beni culturali,  anche interessarsi  della Biblioteca comunale che versa in una gravissima crisi gestionale.

Orbene non  è nelle nostre intenzioni la pretesa di poter indirizzare  le scelte comunali con articoli giornalistici, sulla gestione delle   poche risorse finanziarie,  ma non sarebbe senz’altro un male che l’amministrazione e naturalmente i suoi dirigenti e i responsabili politici si guardino  un po’ in giro e con atto di umiltà  facciano  qualche valutazione in più  sui contributi  culturali che vengono da università, Enti economici,  associazioni degli enti locali. E’ ancora vivo  il ricordo delle  conseguenze  negative prodotte  sui bilanci degli enti locali  dalla vicenda   dell’ utilizzo dei  derivati, legata alle leggi di stabilità, da cui non è rimasta indenne la citta di Atripalda.

A tal proposito viene in mente una attualissima pubblicazione, nata dalla collaborazione tra UniCredit, SDA Bocconi, e Lega delle autonomie locali a cura di Fabio Amatucci, nostro conterraneo, Fabrizio Pezzani e Veronica Vecchi,  dal titolo  “ le scelte di finanziamento  degli enti locali” della Collana biblioteca d’azienda  edita da EGEA- libri. Agli amministratori della nostra  cittàsi consiglia di leggere almeno la prefazione che accompagna il libro  sopra citato e di cui in questo articolo  si ritiene  utile riportare parte del  testo,  che  si consiglia di leggere integralmente. “Il processo di progressivo decentramento, collegato a una reale e più ampia autonomiadecisionale e finanziaria, impone alle amministrazioni locali la necessità di porre maggioreattenzione agli aspetti di economicità della gestione e di responsabilizzazione neiconfronti della collettività. La riduzione delle risorse pubbliche e dei trasferimenti,insieme alla crescita della domanda di servizi e opere pubbliche, hanno determinatouna rivalutazione del ruolo delle scelte di gestione finanziaria e immobiliare degli entilocali, e un maggiore interesse verso gli strumenti di finanza innovativa.Il testo, che si rivolge agli operatori delle amministrazioni pubbliche, agli amministratoripubblici, agli studiosi, ai manager di imprese private e di istituti di credito,oltre a un’analisi degli strumenti – gestionali, economici, finanziari – maggiormente utilizzatiper il finanziamento degli enti locali, propone un ripensamento delle logichedel Patto di stabilità interno, puntando su obiettivi rigorosi proposti dalle stesse amministrazioni,su base pluriennale e su meccanismi flessibili, che tengano conto dellediverse realtà gestionali: contesto territoriale, dimensioni, solidità finanziaria.L’obiettivo di riequilibrio dei conti pubblici non può prescindere dalla considerazionedelle condizioni specifiche di economicità di ciascuna azienda pubblica e dall’esigenzadi salvaguardare l’autonomia e la responsabilità delle amministrazioni locali nei confronti della comunità di riferimento”.

a cura di Antonio Battista

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