Home Politica Amministrative Avellino, grossa bagarre, pochi i nomi certi

Amministrative Avellino, grossa bagarre, pochi i nomi certi

Ad una settimana dalla presentazione delle liste per le elezioni amministrative del Capoluogo, vi e’ ancora una girandola di nomi e poche candidature certe.

Finora solo Movimento Cinquestelle ha ufficializzato il suo nome nella persona di Vincenzo Ciampi, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, elemento poco sconosciuto alla comunita’ avellinese. Il Movimento ha rinunciato alla candidatura di Giuseppe De Mita, il nipote ribelle di zio Ciriaco, che poteva garantire un ruolo di rottura col vecchio sistema, in linea appunto con la linea che i pentastellati vanno professando dalla loro nascita; ma cosi’ non e’ stato, nonostante che il politico antisistema un minimo di esperienza l’aveva maturata sebbene nel piccolo comune di Nusco.

Nel PD la bagarre e’ massima dopo l’elezione di Di Guglielmo alla segreteria provinciale, gia’ commissariata; non vi e’ ancora alcuna unitarieta’ (visto il partito nazionale ci saremmo meravigliati del contrario!) nell’indicazione del futuro aspirante Sindaco. Nel partito Democratico si era ventilata la designazione di Fabio Benigni, presidente dell’Ordine forense, a riprova che oramai nelle nomine non si tiene piu’ tanto conto dell’ideologia, visti i trascorsi nel centro destra o area liberale. Ma nel PD non mancano i pretendenti, come l’attivissimo Gianluca Festa, che tiene caldi piu’ forni contemponeamente.

Non dovesse ottenere il placet da Roma, anche per l’ostruzione della vecchia base composta da Mancino e De Mita, opterebbe per una civica tutta sua (ricordiamo Davvero) appoggiata da un paio di liste satelliti in appoggio alla stessa. Il senatore Mancino, rinfrancato dalla recente assoluzione dall’accusa di collusione con la mafia , non se le e’ sentita, pur invitato caldamente dal PD, di immischiarsi nelle beghe della competizione cittadina. Stessa decisione da parte di Cosimo Sibilia, pur sollecitato dalla coalizione di destra a rappresentarla nell’agone avellinese; riteniamo che il politico mercoglianese sia troppo furbo per andarsi a prendere rogne sicure quando puo’ permettersi di scegliere tra ruoli istituzionali ed incarichi prestigiosi.

Tornando al PD quindi, allontanandosi la candidatura di Benigni, prende forma quella del penalista Nello Pizza, indicata sia da De caro oltre che dal Governatore De Luca. Se non dovessero imporsi queste preferenze la decisione spetterebbe alla direzione nazionale e Gianluca Festa potrebbe avere fondate chances.
Anche il centro destra e’ alla ricerca di un nome unitario; finora non l’ha trovato, in quanto e’combattuto tra l’indicazione della Lega per Govetosa, l’appello a Sibilia subito declinato, ed il coinvolgimento di Rotondi che pero’ essendo stato votato in Abbruzzo ed avendo interessi prevalenti a Milano, non sembra il piu’ adatto al ruolo di primo cittadino avellinese. Resta Giovanni D’Ercole che sembra molto motivato e dalla sua vanta una militanza molto agguerrita nei banchi dell’opposizione (a dire il vero piu’ nella passata legislatura) ed il contatto costante con il territorio.

Altra incognita e’ rappresentata da Dino Preziosi , ex manager dell’Air, reduce anch’egli di una caparbia opposizione alla giunta Foti; questi se non dovesse ottenere la nomina del’area di centro destra si organizzerebbe con una civica; non gli mancano certo le capacita’tecnico amministrativa ed un discreto seguito.
Scalpita pure Luca Cipriano, ex direttore del Teatro Gesualdo, che ha sparato a zero su Foti e sul Pd cittadino ove ha sbattuto la porta; ricorda per baldanza e sicumera il Di Maio nazionale e ai 5Stelle aveva volto le sue attenzioni, evidentemente non ricambiato; non gli resta a questo punto tentare la strada della lista civica, se proprio vuol intraprendere l’avventura elettorale.
In quest’ultima settimana i giochi, volenti o nolenti, saranno fatti. Al di la’ degli schieramenti dei partiti, siamo certi che sara’ presentata una cospicua serie di liste (almeno una ventina) ed un esercito di candidati (non meno di seicento) dei quali una minoranza di soggetti politicamente motivati ed una maggioranza che fara’ da zavorra a supporto dei primi.

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