Home Attualità Amarcord di glorie calcistiche: Avellino e Napoli unite dai ricordi

Amarcord di glorie calcistiche: Avellino e Napoli unite dai ricordi

Ci sono stati due eventi, a Napoli ed Avellino, che hanno fatto rivivere i mitici anni ’80, in cui la squadra partenopea ha vinto con Maradona due scudetti ed una coppa europea e quella irpina ha vissuto i fasti della serie A per ben dieci anni.
La visita del Pibe de Oro ed il ritorno dei “vecchi Lupi” hanno entusiasmato i tifosi di ieri e di oggi. Le gesta calcistiche di Maradona (affiancato da magnifici “portatori d’acqua” come l’irpino De Napoli, il motorino Salvatore Bagni, ecc.) hanno consentito ai napoletani di infrangere un tabu’vincendo in Italia e in Europa, imprese che riuscivano regolarmente in quegli anni solo all’odiata Juventus e alle squadre milanesi (Milan ed Inter).

Oggi il Napoli naviga comunque nelle zone alte della classifica ed ha la possibilita’ di disputare e, perche’ no, sognare la Champions. Merito di un presidente che si muove abilmente sul mercato riuscendo a conseguire sia i profitti che i risultati, anche a costo di alzare a dismisura i prezzi dei biglietti, che in ogni caso i tifosi corrono ad accaparrarsi. Per i tagliandi della partita col Real Madrid del prossimo 7 marzo la fila al botteghino e’ iniziata alle cinque del mattino del 3 gennaio: i tifosi intervistati apparivano comunque entusiasti e consideravano la levataccia come un atto dovuto (tagliando di curva 50 euro e distinti al doppio…).

Per non parlare della serata al San Carlo (costo di 300 euro a cranio), teatro pieno zeppo, per tributare omaggio al grande Campione che non ha perso l’occasione di rimarcare con una battuta di essere il numero uno, sempre davanti a Pele’, rimarcata dalla standing ovation del pubblico napoletano. A dire il vero sono apparsi smodati e fuori luogo sia il delirio degli astanti, che lo sfotto’ al campione brasiliano che, a parte le infinite vittorie sportive, si e’ distinto come ministro dello Sport nel governo carioca del 1995 per la battaglia contro la corruzione nel calcio brasiliano e per l’impegno contro le discriminazioni razziali e sessuali fuori e dentro il mondo sportivo.

Certo, non si era mai visto tributare tanto onore e riconoscenza ad altri personaggi, neanche a Toto’, ai De Filippo o a Sofia Loren o a soggetti oggi impegnati strenuamente nel sociale, come lo scrittore Saviano che si e’ ridotto ad una vita blindata, oppure al magistrato Raffaele Cantone che si e’ impegolato nello straordinario ruolo di Commissario anticorruzione.

Gratitudine inoltre andrebbe tributata a tutti quei napoletani che, tra mille difficolta’, riescono a sbarcare il lunario, senza cedere alle trappole della camorra che promette guadagni facili, a coloro che riescono a vivere nei quartieri degradati sopportando disagi e tollerando gli extracomunitari che vivono al loro fianco: difatti rarissimi sono gli episodi di intolleranza razziale a Napoli e dintorni. Ma cio’ non fa notizia e passa sotto silenzio.

Pollice verso invece per i minori che si fanno imbrigliare dalla malavita per coltivare sogni di ricchezza immediata e di onnipotenza: e questo e’ il segnale che la droga circola e la camorra ci sguazza sempre.

Altra festa ad Avellino, in occasione dell’uscita del libro “Lupi per sempre” di Felice D’Aliasi, supertifoso ed esperto conoscitore di storia dell’Avellino Calcio, c’e’ stata la rimpatriata dei calciatori piu’ rappresentativi degli anni d’oro della squadra irpina, dalla promozione in B al decennio fantastico nella massima serie.

I fratelli Piga, Cattaneo, Ceccarelli, Colomba, Di Somma, Riccio, ecc., si sono avvicendati sul palco dell’hotel De la Ville in una giornata indimenticabile, a ricordare storie, aneddoti e successi di quelle fantastiche annate. Oggi la prospettiva e’ piu’ cupa: ad una classifica molto precaria e’ corrisposta una campagna di riparazione molto deficitaria; si possono accampare scusanti per il diniego ai trasferimenti di vari calciatori; ma bisognava muoversi per tempo, anche perche’ pende sulla societa’ quella spada di Damocle del giudizio in corso sulle partite combinate del recente passato: anche una penalizzazione di due o tre punti potrebbe significare retrocessione in C.
Eppure ad Avellino la favola continua e proviene dal basket, sport meno amato dalle folle forse perche’ considerato d’elite; la gloriosa Scandone si sta facendo valere anche in campo internazionale e sta regalando alla citta’ di Avellino una notorieta’ che solo il calcio dei tempi migliori aveva saputo dare. Eppure la massa dei tifosi irpini e non riesce ad appassionarsi ad una disciplina diversa dal Re pallone!

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